(di Domenico Mugnaini) Garantiscono di non voler inseguire Matteo Renzi: da lui e dal suo governo vogliono prendere le distanze nel modo pi netto. Ma oggi anche i leader della sinistra, due giorni dopo che il presidente del Consiglio e segretario del Pd ha aperto qui la campagna per il S, scelgono Firenze per dare il via a quella per il No al referendum costituzionale del 4 dicembre. Lo fanno da qui perch, spiega Nicola Fratoianni, questa non la citt di Renzi, ma una citt con una grande tradizione democratica che sapr dire no, alla riforma voluta dai potentati, dalle banche, rincara Nichi Vendola, a chi pensa di cancellare la sinistra dal panorama politico italiano. Chi ha paura della democrazia? Noi No!’, il titolo della manifestazione organizzata da Sinistra Italiana. Ci sono tutti, anche se qualcuno, come Stefano Fassina, non sale sul palco e resta in piazza, tra il pubblico (alcune migliaia, dicono gli organizzatori). A parlare sono tanti ma gli applausi pi forti non ci sono quando l’oratore di turno critica Renzi. Scattano pi facilmente quando si richiamano i diritti delle persone o quando si parla dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e della sua difesa del S. Parole incomprensibili, commenta Fratoianni mentre per Sergio Cofferati una posizione da rispettare ma non condivisibile, e Vendola definisce quello di Napolitano un protagonismo inusuale per un ex presiedente. Si rivede a Firenze anche Pippo Civati. Il fondatore di ‘Possibile’ fu alla Leopolda, a fianco del rottamatore Renzi, nel 2010. E’ pronto a tornarci a novembre quando, a pochi giorni dal referendum, il premier riunir i suoi per una nuova Leopolda: sono pronto a un confronto, se lui accetter , assicura. Poi l’invito a chi in piazza oggi non c’, alla sinistra del Pd e a Pierluigi Bersani: vieni con noi, ti stiamo aspettando. A forza di pettinare le bambole, queste bambole hanno perso i capelli. Sul palco si alternano giovani, studenti medi e universitari, ma anche il presidente dell’Anpi di Firenze Ubaldo Nannucci, qualche consigliere comunale e il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi, vincitore delle ultime elezioni in un comune che il Pd aveva sempre governato. A fianco delle bandiere di Sinistra Italiana, sventolano quelle contro la riforma della scuola. La sinistra ha voglia di tornare a contare, di dimostrare che si pu dire No alla riforma di una Costituzione che garantiva i diritti dei lavoratori. Quei diritti, spiega nel messaggio inviato ai presenti il consigliere della Rai Carlo Freccero, che si vogliono cancellare con una riforma stesa sotto le direttive della banca JP Morgan, che ha definito le Costituzioni dei paesi del sud Europa ‘comuniste’, e una riforma elettorale, l’Italicum, gemella della legge Acerbo di Mussolini, che concentrava il potere nelle sue mani. Una riforma, per Vendola la BoschiVerdini, che costringe il Premier a cercare consensi lontano da dove la gente sta piuttosto incazzata. Facile per il capogruppo Arturo Scotto criticare la diplomazia: Non si erano mai viste le Ambasciate trasformate in comitati elettorali, chiude criticando gli Ambasciatori che hanno partecipato alle manifestazioni per il S in Sud America. Se Renzi se ne andr , come lui ha detto, il giorno dopo discuteremo assicura Fratoianni, ma non ci sar il vuoto, ci sar la democrazia, non quella delle promesse, del Ponte sullo stretto o dei voucher, ma quella dei diritti. (ANSA).
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