Gravi responsabilit della politica nel gestire le risorse e il patrimonio della fondazione e della banca pi antica del mondo, gravi intrecci di poteri forti non democraticamente rappresentativi che hanno causato danni economici ai risparmiatori e minato la stabilit dellerogazione del credito alle imprese, e gravi responsabilit degli organismi di controllo. Queste alcune conclusioni alle quali sono giunte le opposizioni (M5s, Fi, Lega nord e S Toscana a sinistra) che compongono la commissione di inchiesta del Consiglio regionale toscano su Mps e i rapporti con la Regione Toscana, presieduta da Giacomo Giannarelli (M5s). A conclusione dei lavori, la commissione ha stilato due diverse relazioni finali, che sono state presentate oggi in Consiglio regionale: una della maggioranza (rappresentata dal capogruppo Pd Leonardo Marras) e una delle opposizioni. Proprio nella loro relazione finale le forze di opposizione sottolineano che il disastro del Monte dei Paschi di Siena un inno al non voler vedere, e rappresenta un punto di non ritorno dellintero sistema bancario. A pagare il prezzo pi alto anche questa volta saranno i cittadini. La responsabilit – si legge ancora – in capo a chi lo ha gestito negli ultimi 25 anni: i principali partiti del cosiddetto centrosinistra, Ds oggi Pd in testa, ma anche forze del cosiddetto centrodestra come il Pdl (specie nella sua componente ex Forza Italia legata a Denis Verdini). Ad illustrare la relazione delle opposizioni sono stati oggi Giannarelli insieme a Claudio Borghi (Lega Nord) e Tommaso Fattori (capogruppo S Toscana a sinistra). Le relazioni della commissione di inchiesta saranno portate all’attenzione del Consiglio regionale in una prossima seduta. Per Giannarelli con le vicende Mps il territorio toscano, oltre a perdere una sua banca, ha perso, secondo le nostre stime, 50 miliardi di ricchezza dal 1995, anno della privatizzazione dell’istituto a oggi. Occorre che venga formata anche una commissione parlamentare di inchiesta, che avrebbe maggiori poteri della nostra, e giungere alla nazionalizzazione di Mps con integrale tutela dei risparmiatori. Secondo Giannarelli, inoltre servono una riforma della Banca d’Italia, della Consob e delle fondazioni bancarie, oltre al ripristino della separazione tra banche d’affari (d’investimento) e banche commerciali (credito e risparmio).(ANSA).Mps: piccoli azionisti, manovre oscure per impadronirseneIl Monte dei Paschi di Siena da settimane al centro di manovre oscure e preoccupanti. Una ricapitalizzazione di ingente ammontare, risultato di un progetto di affrettata cessione dell’intero portafoglio di sofferenze, ed un nuovo piano industriale: l’unico risultato che questi annunci hanno prodotto sono state le dimissioni dell’Amministratore Delegato Viola e del Presidente Tononi, insieme al continuo crollo del valore borsistico. Lo afferma, in una nota, Azione Mps (l’associazione di piccoli azionsiti aderente al Conapa). Appare quanto mai oscuro il fatto che il management di una banca tornata all’utile sia praticamente decapitato per orientare diversamente i possibili futuri utili, al di fuori della sede assembleare ed in assenza di valide, concrete e trasparenti motivazioni L’impressione che se ne ricava – dice l’associazione – che le Banche d’affari del Consorzio (o sarebbe meglio dire del pre-consorzio, visto che ancora non c’ nessuna delibera assembleare) stiano ridisegnando gli assetti proprietari del terzo gruppo bancario italiano, forte di mezzi propri per 9,6 miliardi inspiegabilmente valutati 600 milioni da un mercato sistematicamente orientato al ribasso. Sembrerebbe che qualcuno tenti di impadronirsi di Mps a basso costo, dettando preventivamente condizioni, modalit e governance, al di fuori di ogni trasparenza finanziaria. Azione Mps chiede al Governo e alla Consob se sia ravvisabile che la Public Company Monte dei Paschi di Siena sia oggetto di attenzioni da parte di entit che intendono di concerto assumerne il controllo attraverso un aumento di capitale, eludendo le normative in essere sull’Opa. (ANSA).
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