Torna anche in Toscana e con un record di adesioni ‘Puliamo il mondo’, iniziativa di volontariato ambientale promossa da Legambiente, il cui tema quest’anno ‘Oltre ogni barriera’, per un Italia davvero sostenibile, aperta al dialogo e alla partecipazione attiva. Sono 130 i comuni, spiega l’associazione, che parteciperanno ai vari eventi organizzati dal 23 al 25 settembre. Tra gli appuntamenti toscani segnalati, domenica 25, la pulizia del quartiere delle Fornaci a Pistoia, che coinvolger i bambini affetti da sindrome Down dell’associazione Il Sole e un gruppo di profughi alloggiati a San Momm. Ancora, in provincia di Firenze, a Calenzano il 23 all’opera lungo il torrente Marinella di Legri saranno 150 alunni della scuola primaria, et tra gli 8 e i 10 anni mentre il 24 a Pontassieve si pulir il parco fluviale ‘Fabrizio De Andr’ e la sponda dell’Arno. Nel Pisano, a Pomarance, sempre il 24 iniziativa nella riserva naturale di Tatti-Berignone, per rilanciare anche la tutela del Masso delle fanciulle dai progetti di realizzazione di pozzi per la produzione di energia geotermica oltre che pulire sentiero e sponde fluviali del fiume Cecina. Puliamo il Mondo – spiega Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, che sar a Pistoia e Calenzano – trova nel volontariato ambientale il suo grande punto di forza. Questo attivismo una importante leva di cambiamento, intreccia competenze, visioni, d risposte sociali a istanze collettive e, soprattutto, riesce a coinvolgere persone di ogni et , religione, paese e status sociale che vogliono rimboccarsi le maniche e contribuire con azioni concrete alla tutela dell’ambiente e a un mondo pi sostenibile e inclusivo. Quest’anno la campagna sar dedicata all’integrazione e all’abbattimento delle barriere e nella tre giorni di pulizia saranno coinvolti detenuti, migranti, comunit straniere e ragazzi disabili, perch il nostro volontariato non ammette n confini, n barriere, n tanto meno muri.(ANSA).Rifiuti: Confindustria, cartario lucchese all’avanguardiaInterveniamo sulla complicata vicenda della gestione dei rifiuti, alla ribalta sulle cronache di questi giorni, perch ci amareggia che venga screditato il comportamento delle aziende del distretto cartario lucchese, un distretto unanimemente riconosciuto all’avanguardia per l’attenzione alle tematiche ambientali, cos come dimostrano anche i primi posti raggiunti in questi anni nelle classifiche degli eco-distretti. La gestione degli scarti industriali una questione che, a fianco delle aziende cartarie, cerchiamo di risolvere da oltre 30 anni con il coinvolgimento delle istituzioni, senza che venissero fatte scelte precise: un’inerzia che ha portato le imprese all’impossibilit di individuare soluzioni definitive. Lo afferma in una nota Confindustria Toscana Nord. Sottolineiamo – si aggiunge – che la raccolta differenziata, prassi ormai consolidata nelle nostre citt , ha senso proprio grazie all’operato delle aziende che riutilizzano la carta da riciclare (in totale 1.200.000 tonnellate ogni anno solo nel nostro distretto cartario). Tuttavia, la raccolta differenziata viene effettuata in modo imperfetto e le aziende dedicate al recupero, preposte alla pulizia di quanto raccolto (che poi le cartiere acquistano come materia prima secondaria) non sono in condizione, neanche con le pi sofisticate tecnologie, di escludere la presenza di impurit , stante la complessit dei prodotti e dei materiali conferiti. Queste impurit rimangono nella carta, andando a costituire il c.d. scarto di pulper. Tale scarto – prosegue la nota -, una miscela composta principalmente da materiali plastici, ma con presenza di legno, residui di carta, frammenti di vetro, materiale ghiaioso-sabbioso e metallico, ed altre impurit variabili, che residua dallo spappolamento della carta da riciclare e che non affatto pericoloso, deve essere smaltito dalle cartiere come rifiuto. In pratica, dunque, si tratta di un rifiuto urbano che diventa speciale solo perch transita dalle aziende che effettuano il recupero della carta. (ANSA).N.d.R.: credo, personalmente, che sia ancora da dimostrare che il pulper sia del tutto innocuo. Di sicuro credo che non sia proprio il caso di usarlo come ‘concime’ nei campi di grano. nb
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