Forse sar un autunno meno caldo rispetto all’anno scorso, ma quando tutti saranno rientrati dalle vacanze e le aziende torneranno a lavorare a pieno regime, ci saranno circa duemila lavoratori che torneranno ai loro posti con il fiato sospeso. A confermarlo il segretario provinciale della Cgil Alessandro Mugnai che fa il punto delle situazioni ®calde¯ dal punto di vista occupazionale: ®Ci sono alcune aziende che stiamo monitorando. A luglio si conclusa la vertenza Del Tongo che ha portato al licenziamento di oltre 60 persone, mentre 63 sono rimaste in organico e adesso lavoreranno in regime di solidariet . I prossimi mesi saranno cruciali per capire come risponder il mercato al progetto di rilancio dell’azienda. Poi c’ la questione Mabo, che stiamo seguendo con molta attenzione¯. La Mabo, a fine giugno, passata alla alla Granducato Group. L’azienda contava, ai tempi d’oro, centinaia di dipendenti ma il progetto della nuova propriet per il rilancio molto pi contenuto. Attualmente, ci sono circa una quindicina di dipendenti e l’obiettivo quello di arrivare a venti entro fine anno, come dichiarato dagli stessi acquirenti. ®La questione Mabo – continua Mugnai – preoccupa non tanto per l’azienda in s quando per il mercato, al momento l’edilizia non d segnali di ripresa e non ci sono in provincia situazioni che incoraggino un po` di ottimismo, ad esempio non ci sono grosse opere in cantiere che potrebbero garantire una continuit lavorativa¯. E poi c’ la vicenda Cantarelli, l’azienda in amministrazione straordinaria e i prossimi mesi, spiega ancora Mugnai, saranno cruciali: ®Il settore moda va a ondate, qui la partita capire cosa accadr dopo la chiusura estiva, quali commesse arriveranno per la prossima stagione. Anche qui, la riapertura di settembre sar cruciale per capire quale piega prender la situazione¯. Altro nodo da sciogliere che riguarda tutte le imprese per l’apertura di credito alle piccole e medie imprese, soprattutto nel comparto orafo. Fatta eccezione per realt come Graziella, Itam, Unoaerre, il settore formato da imprese che hanno pochi dipendenti ma tutti insieme sono circa 1500. ®Se le banche non allargano i cordoni della borsa – afferma Mugnai tutte queste piccole e piccolissimeaziende si troveranno in difficolt e la moria di imprese non si arrester ¯. Infine, c’ il punto interrogativo dei dipendenti di Banca Etruria: ®Le dichiarazioni di Nicastro e Bertola sono rassicuranti e di questo siamo contenti. Ma sappiamo anche che non dipende tutto da loro. Chi acquister vorr mantenere gli attuali livelli occupazionali? Chi ce lo garantisce?¯. di DORY d`ANZEO da La NazioneArezzo
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