Intervista al segretario confederale Cgil dopo l’accordo sul modello contrattuale fra sindacati e Confapi. Tra i punti salienti, la misurazione della rappresentanza per le imprese e la bilateralit . ?Stessi obiettivi anche con le altre associazioni?di Maurizio Minnucci ?? il primo accordo per una serie di trattative che abbiamo avviato. Non vero quindi, come qualcuno sostiene, che il confronto fermo. Stiamo raccogliendo ampie disponibilit . Ed anche la dimostrazione che la proposta unitaria dei sindacati sa costruire convergenze, smentendo l’idea secondo cui l’indisponibilit della Confindustria, in particolare Federmeccanica, segnerebbe la negativit della proposta sindacale bollata come vecchia?. A dirlo Franco Martini, segretario confederale della Cgil, all’indomani dell’accordo con Confapi sul modello contrattuale. Sono cinque i tavoli aperti su questo tema. Gli altri stanno procedendo con Confprofessioni, Confcommercio (c’ un incontro gioved mattina), artigiani e cooperazione (in questo caso se ne riparler a settembre). ?Con le piccole e medie imprese ? osserva Martini ? c’ stata la prima firma, ma siamo impegnati nella conclusione anche con le altre associazioni?.Quali sono i punti salienti dell’accordo firmato?Quello principale sicuramente la condivisione dell’impianto basato sui due livelli, con la conferma della centralit del contratto nazionale contrariamente a quanto si sostenuto per molto tempo. Anche negli altri tavoli stiamo procedendo in questa direzione.Altro tema la rappresentanza. Ci sono passi avanti?C’ un fatto importante, cio il riconoscimento che la misurazione della rappresentativit deve riguardare anche il sistema delle imprese. Non esiste la possibilit di procedere a una razionalizzazione degli assetti contrattuali se non definiamo anche il sistema della rappresentanza delle parti datoriali. ? chiaro che se ogni sistema pensa di potersi inventare un contratto per conto proprio, alla fine si va alla moltiplicazione. Ecco, l’accordo con Confapi ammette l’esigenza che il sistema delle imprese deve potersi misurare.Poi c’ il capitolo della bilateralit .S, importante anche questo perch Confapi rappresenta un settore in cui la bilateralit molto diffusa. L’accordo impegna tutti a un percorso per qualificarne la missione e per valorizzare le risorse umane, prevedendo anche investimenti sulla formazione e sulla sicurezza.A questo punto si allontana l’ipotesi pi volte ventilata dal governo di un intervento legislativo?Be’, non sarebbe giustificato. Stiamo dimostrando che le parti sociali sanno affrontare le esigenze di un riassetto del sistema contrattuale in un confronto autonomo.E con la Confindustria com’ la situazione?Ci sono incontri programmati tra il presidente Boccia e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, il prossimo venerd. Al momento siamo alla riapertura del dialogo su una serie di questioni che riguardano la gestione dell’accordo sulla detassazione e il welfare contrattuale. Stiamo facendo anche una riflessione sulle crisi aziendali, vista l’imminente scadenza della mobilit a fine anno che impedir di usare questo strumento: chiediamo al governo di occuparsene e di non scaricare il problema sulle parti sociali. Ma in generale, ovvio, la chiave lo sblocco del contratto dei metalmeccanici. da rassegna.it
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