The Bridge:presidio lavoratori,no tagli,Regione intervenga Azienda annuncia 25 esuberi su 61 addetti

No ai licenziamenti, la pelle Š la nostra: questo il cartello esposto stamani nel corso di un presidio di protesta dei lavoratori dell’azienda fiorentina del settore pelle The Bridge di fronte alla sede della presidenza della Regione in piazza Duomo a Firenze. Circa una trentina i manifestanti, che hanno anche appeso alla facciata dell’edificio lo striscione ‘A difesa del posto di lavoro’. L’impresa, che gi… da tempo usa ammortizzatori sociali – ha spiegato il sindacalista della Cgil Bernardo Marasco – ha annunciato una riduzione degli addetti pari quasi al 50% del personale: 25 su 61. Inoltre, chiede l’accesso alla cassa integrazione straordinaria. Un piano che ci allarma: per questo siamo qui, vogliamo che la Regione intervenga. Secondo il sindacalista la risposta alla crisi che attanaglia l’azienda Š investire sul territorio, rimettere al centro la sede di Scandicci e creare una filiera localizzata sul territorio e caratterizzata da elementi di tracciabilit…. Durante la manifestazione una delegazione dei lavoratori Š stata ricevuta dalla Regione. (ANSA).The Bridge: Monni, preoccupazione, mercato si ridimensiona ‘Solidariet… a lavoratori’Ho appreso con preoccupazione l’annuncio dei 25 esuberi di The Bridge e voglio quindi esprimere la piena solidariet… a tutte le lavoratrici e i lavoratori dell’azienda. Il settore della moda sta attraversando un periodo di profondo cambiamento e i campanelli d’allarme della The Bridge, di Braccialini, della Guess piuttosto che della Cavalli impongo una riflessione su quanto sta avvenendo. Lo afferma Monia Monni, vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale, intervenendo sulla crisi azienda della The Bridge. Assistiamo a una tendenza – spiega Monni – che, da una parte, va verso un sostanziale ridimensionamento del mercato dei prodotti di fascia media, un trend difficilmente invertibile. Dall’altra, per i prodotti di fascia alta, il trend Š diretto all’internalizzazione della filiera da parte delle griffe, scelta che determiner… un impatto sulla costellazione di piccole e medie imprese che costituiscono la filiera stessa, producendo lavoro pi— stabile, qualificato e meglio retribuito ma numericamente inferiore all’attuale. Abbiamo quindi il dovere – conclude Monni – di attrezzarci per affrontare questa sfida per ancorare i grandi marchi al nostro territorio fornendo loro quelle competenze e quel saper fare di cui hanno irrinunciabile bisogno. (ANSA).

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