Lurgenza di ricreare una cultura della sicurezza sul lavoro

Continuano le tragedie dei morti sul lavoro. La statistica fredda dei numeri segnala per la Toscana, nei primi sei mesi del 2016, venticinque morti che nel mese di luglio sono cresciuti ulteriormente. Se lo scorso anno le cose erano andate peggio non possiamo di certo rallegrarci.La rabbia, l?amarezza, lo sconforto ti prendono alla gola: al dolore dei familiari che piangono i loro morti si associa quello dei compagni di lavoro, degli amici.L?aspetto pi? drammatico ? che tutto ci? accade nonostante il Piano Strategico Regionale, pensato per alcune emergenze (i lavoratori cinesi, i cavatori di marmo) e per un impegno organico nei settori pi? a rischio.Allora cosa sta succedendo ? Sono gli effetti della crisi, per cui si accetta tutto pur di lavorare ? Certamente, ma c?? qualcosa di pi?: la cultura del lavoro ha subito pi? di un colpo e conseguentemente la cultura della sicurezza si ? persa per strada. La crisi ha reso normale il rischio nel lavoro.Per ribaltare questa situazione dobbiamo batterci contro tutto ci? che annulla la dignit? di chi lavora: dal lavoro nero all?abuso dei voucher, dal mancato rinnovo dei CCNL alle pessime condizioni lavorative nei cambi di appalto, e non ultimo il pensionamento di vecchiaia a 67 anni, e dobbiamo farlo partendo dai luoghi di lavoro, ma anche dall?educazione dei giovani nelle scuole per insegnargli che un lavoro dignitoso e sicuro ? un diritto inalienabile.

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