Dovranno insinuarsi nuovamente in una seconda procedura i lavoratori coinvolti dal fallimento della Reha-Istituto Tecnico Ortopedico di Empoli, azienda che operava nel settore dei servizi di manutenzione e gestione degli ausili ortopedici e dovranno, loro malgrado, farsi carico di nuove spese. Era luglio del 2014 quando la Reha-Ito, con all’attivo un centinaio di dipendenti, di cui circa la met ad Empoli, present al Tribunale di Firenze la richiesta di ammissione al concordato in bianco. A ottobre il Tribunale la respinse e il 5 novembre fu dichiarato il fallimento.?Come Fiom ? ricorda Iuri Campofiloni ? ci adoperammo da subito per mettere in sicurezza i lavaratori ed il 10 dicembre presso il Mnistero del Lavoro firmammo l’accordo per l’avvio della cassa integrazione straordinaria per coloro che operavano nel settore metalmeccaico e la cassa integrazione straordinaria in deroga per gli apprendisti e per gli addetti del settore del commercio. Oltre a questo, per non far morire un’azienda che aveva commesse all’attivo da onorare, chiedemmo e riuscimmo ad ottenere dal Tribunale l’esercizio provvisorio dell’impresa.La possibilit di continuazione dell’attivit risultata utile non solo per avere accesso agli ammortizzatori sociali ma anche e soprattutto per trovare un acquirente. A met febbraio infatti la Home Care Solutions di Cascina acquis in affitto per sette anni l’attivita e parte dei lavoratori, con accordo sindacale finalizzato alla piena occupazione nell’arco di durata dell’ammortizzatore e compatibilmente con gli appalti acquisiti.?Lo scorso 31 agosto la Corte d’Appello di Firenze ha emesso sentenza di annullamento del fallimento effettivo a far data dal primo di ottobre. Ci ha riportato la Reha-Ito nuovamente alla condizione di presentazione di concordato, ma non essendovi pi le condizioni presenti a luglio 2014, a partire dal 1 ottobre 2015 questo ha determinato un secondo fallimento.Con esso venuta meno anche la possibilit , sancita dall’accordo sindacale, di prorogare per ulteriori sei mesi la cassa integrazione straordinaria poich ad ottobre mancavano gli organi della procedura, essendo stata revocata e avendo di fatto bloccato la ripartizione del credito nei confronti dei lavoratori.?Ad oggi – prosegue Campofiloni – non non essendo stata concessa la prosecuzio cio la continuazione con la vecchia procedura, i lavoratori dovranno reinsinuarsi nel nuovo fallimento e questo comporta loro oltre all’impossibilit di proroga dell’ammortizzatore anche un ulteriore allungamento dei tempi e il carico dei costi necessari a sostenere la nuova procedura. Non entriamo nel merito del procedimento ma riteniamo inaccettabile che siano i lavoratori, la parte pi debole, a doverci rimettere. Il 7 marzo la documentazione dovr essere presentata in Cancelleria. Come Fiom Cgil chiediamo quanto prima alla nuova procedura un incontro per fare il punto rispetto ai tempi di prosecuzione.?ÿ
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