Primo sciopero stamani allo stabilimento Hitachi di Pistoia, dopo il passaggio di AnsaldoBreda al gruppo giapponese. I lavoratori hanno incrociato le braccia per trenta minuti contro la decisione unilaterale dell’azienda di imporre una giornata di chiusura per il 7 dicembre. Il 7 dicembre non rientrava tra le giornate previste nell’accordo sottoscritto tra azienda e sindacati nell’aprile 2015. Il motivo dell’agitazione, proclamata dalla Rsu di via Ciliegiole, ad esclusione della Fim, che molti dipendenti su richiesta dell’azienda avevano esaurito precedentemente il monte ore residuo ed ora si trovano senza ferie da poter usare per soddisfare le richieste di Hitachi. Il rispetto degli accordi firmati – si legge in una nota della Rsu Fiom e Uglm – fondamentale per le corrette relazioni sindacali e il voltafaccia dell’azienda, nemmeno giustificato da ragioni tecniche o produttive, rende pi complicate queste relazioni e non potr non avere effetto sulle future discussioni sull’arco annuo ed in generale su tutti gli argomenti. Pensiamo che sia grave – sostengono Fiom e Uglm – da parte aziendale intendere il rapporto con il sindacato ed i lavoratori a senso unico, conveniente quando si tratta di perseguire interessi aziendali, ma inutile quando sono i lavoratori a portare il proprio punto di vista e le proprie esigenze. Fiom e Uglm criticano la scelta di Fim di non aver partecipato allo sciopero. E’ altrettanto grave che un’organizzazione sindacale – sostengono – abbia scelto quella che noi giudichiamo un’accettazione incondizionata delle imposizioni aziendali e si sia schierata a difesa degli interessi dell’azienda e non di quelli dei lavoratori. (ANSA).
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