Brusco stop per le esportazioni toscane verso la Russia. Dall’inizio del 2014 alla met del 2015 il valore dell’export diminuito di 116,5 milioni di euro. I fattori di questa frenata sono molteplici: il crollo del prezzo del petrolio, la svalutazione del rublo e le restrizioni agli scambi commerciali con la Russia, introdotte nell’estate 2014 in seguito all’annessione della Crimea ritenuta illegale dal Consiglio europeo.E’ quanto emerge dal report trimestrale sull’export curato dall’Ufficio Studi di Unioncamere Toscana, che si pone l’obiettivo di valutare l’impatto delle misure restrittive ad un anno dalla loro introduzione.Secondo il rapporto, le sanzioni europee sono responsabili soltanto in parte della diminuzione delle esportazioni toscane verso la Russia, dal momento che il calo iniziato prima della loro entrata in vigore, causato del crollo del prezzo del petrolio e del deprezzamento del rublo. Gi nel 2014, infatti, si registrata una flessione del 14,9% rispetto all’anno precedente, aggravata, nella prima met del 2015, dalle sanzioni economiche e dai blocchi commerciali verso la Russia.Nel periodo tra il 2010 e il 2013, invece, le esportazioni verso la Russia avevano mostrato una crescita superiore all’export complessivo regionale, passando da un valore di 377 milioni del 2010 ai 615 milioni del 2013, con tassi di crescita particolarmente elevati nel 2011 (+30,5%) e nel 2013 (+21,3%).Nel 2013 i settori che maggiormente contribuivano all’export toscano verso la Russia erano: abbigliamento (14,0%), cuoio-pelle-calzature (11,3%), mobili (11,1%), tessile (8,1%), meccanica strumentale (7,1%), macchinari di impiego generale (21,5%). Successivamente i settori che maggiormente hanno subto un calo dell’export sono stati il tessile (-13,1% 2014 e -41,6% nei primi sei mesi del 2015) e della meccanica (-19,7% nel 2014 e -40,5% nel 2015).Pi contenuta stata la contrazione per i settori dell’abbigliamento (-7,8% nel 2014 e -16,8% nei primi sei mesi del 2015), della pelletteria (-19,1% e -17,1%) e del mobile (-6,4% e -16,6% ). In un contesto di calo diffuso, l’unica eccezione rappresentata dall’export di macchinari per impiego generale, diminuito del 32,5% nel 2014, ma cresciuto del 67,4% nei primi sei mesi del 2015.®L’export della Toscana, nel complesso – commenta Andrea Sereni, Presidente di Unioncamere Toscana – comunque rimasto su un sentiero di crescita, registrando nel secondo trimestre dell’anno un incremento tendenziale di oltre 141 milioni di euro (+1,8% al netto delle transazioni dei metalli preziosi), grazie anche alle vendite dirette verso Unione Europea (+5,1%) e America (+12,7%), che hanno compensato la crisi degli scambi con la Russia¯.da toscana24.ilsole24ore.com
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