Cgil Toscana: Pagni, 93 morti sul lavoro da gennaio ad ottobre. Molte e dovute le grida d’allarme, ela Regione Tace

L?ultimo incidente mortale sul lavoro che ha stroncato la vita di Nicola Mazzucchelli, cavatore nelle nostre montagne, Š l?ennesimo tocco di campana a morto in Toscana in questo 2015 in cui i numeri delle morti bianche sono schizzati in maniera orribile verso l?alto.I dati INAIL ci dicono che sono 93 i morti da gennaio a ottobre,65 sul lavoro e 28 in itinere, contro 57 dello stesso periodo dello scorso anno. Sono numeri che escludono ogni possibile fatalit….In molti in questi giorni ci chiedono qual Š secondo noi la causa di questo incremento; ovviamente i fattori sono tanti: la crisi che ha in qualche modo sdoganato l?insofferenza delle imprese per i costi legati alla sicurezza, ma anche l?inseguimento della produttivit… a tutti i costi che pretende ritmi pi— serrati e tempi pi— lunghi di lavoro.L?attuale sistema pensionistico che aggancia la durata della vita lavorativa all?aspettativa di vita, come se i lavori fossero tutti uguali e su un?impalcatura si invecchiasse nello stesso modo che dietro a una cattedra universitaria .La riduzione dei diritti nel lavoro che rende i lavoratori pi— precari e quindi pi— isolati e ricattabili.La riduzione sistematica delle risorse dedicate alle funzioni pubbliche di controllo e di ispezione.Le politiche ormai decennali di svalutazione del lavoro e di celebrazione del mercato, che attraverso le modifiche normative allentano la pressione degli obblighi per le imprese a danno dei lavoratori.Insieme a tutto questo e a causa di tutto questo assistiamo ad un abbandono della cultura della sicurezza, dove per cultura si intende non l?esistenza di norme, protocolli, certificazioni e cos via, di quelli ne abbiamo in abbondanza, ma l?investimento continuo nel vissuto quotidiano, nell?organizzazione del lavoro, nella formazione continua con il coinvolgimento continuo dei lavoratori nella pratica del lavoro in sicurezza, nel quale il lavoratore Š protagonista, nelle valutazioni e nelle scelte.Troppo spesso le aziende interpretano la sicurezza come un adempimento burocratico fine a se stesso e troppo spesso pare che chi Š responsabile del controllo si limiti alla conta dei morti e all?individuazione dei colpevoli.Ma i colpevoli sono un problema della magistratura, a noi, a chi rappresenta i lavoratori non servono colpevoli, servono le soluzioni.Nel frastuono delle (dovute) grida di allarme da parte di sindacati, lavoratori, centri di studio, brilla il silenzio assordante della Regione Toscana. ? legittimo quindi chiedere: per la politica sono numeri accettabili?La regione che non ha nemmeno risposto ad una richiesta di incontro delle confederazioni su questo tema da ormai tre mesi, ritiene che questa statistica di sangue e carne sia un problema per tecnici?Noi pensiamo di no. Pensiamo che un problema di queste dimensioni ci squalifichi politicamente, come territorio e come comunit… e che per questo vada affrontato da tutti i soggetti interessati, soprattutto con chi rappresenta i lavoratori altrimenti si continua a non capire che la sicurezza, se imposta dall?alto, non Š cultura ma intralcio.Monica Pagni (Segretaria Regionale Cgil Toscana con delega alla sicurezza)

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