Il 90% dei giovani italiani convinto che andarsene dall’Italia, sia divenuta una vera e propria necessit per trovare adeguate opportunit di lavoro. Una presa d’atto, legata al fatto che oggi il nostro paese offre alle nuove generazioni opportunit sensibilmente inferiori a quelle degli altri paesi sviluppati e difficilmente il divario verr colmato nei prossimi tre anni. A ritenerlo oltre il 70% degli intervistati. E’ quanto emerge da un recente (luglio 2015) studio del Rapporto Giovani sul tema mobilit per studio e lavoro presentati oggi a Treviso nell’nell’ambito del Festival della Statistica e della Demografia. L’indagine promossa ed elaborata a partire da un panel di 1.000 giovani tra i 18 e i 32 anni dall’Istituto Giuseppe Toniolo ,in collaborazione con l’Universit Cattolica e con il sostegno di Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo.Negli ultimi decenni l’Italia diventata un paese di immigrazione con una continua crescita della popolazione di cittadinanza straniera. Al contempo diventato, per, anche sempre pi evidente un flusso di uscita, soprattutto di giovani italiani in cerca di un miglior futuro all’estero. I dati dell’indagine ci dicono che l’83,4% degli intervistati disposto a cambiare citt stabilmente per trovare migliori possibilit di lavoro e di questi ben il 61,1% – quindi per la prima volta ben oltre la maggioranza dei giovani – si dichiara disponibile a cercare lavoro all’estero.E tra chi disponibile ad andare all’estero, oltre uno su tre sta concretamente valutando la possibilit di farlo entro il 2016. Va in ogni caso considerato che nelle nuove generazioni forte anche l’aspetto positivo della mobilit , ovvero quello di poter fare nuove esperienze e confrontarsi con altre culture, indicato dal 74,8% degli intervistati. I paesi che i giovani italiani considerano pi attrattivi come esperienza di lavoro (non necessariamente definitiva) sono nell’ordine: Australia, USA e Regno Unito. Assieme raccolgono oltre la met delle risposte (il 54,8%). Si tratta di paesi che oltre ad offrire buone occasioni hanno anche il vantaggio di avere l’inglese come lingua. Seguepoi la Germania, paese che presenta una disoccupazione giovanile particolarmente bassa. A distanza Canada, Francia, Austria, Svizzera e Belgio. Bassa la percentuale di chi indica la Spagna (1,5%), attrattiva in passato ma colpita, con la crisi, da tassi di disoccupazione giovanile molto elevati. da repubblica.it
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