Nel 2014 si sono verificati in Toscana 16.654 incidenti stradali che hanno causato la morte di 250 persone e il ferimento di altre 22.051. Rispetto all’anno precedente si registra un incremento degli incidenti (+2,6%), delle vittime (+11,6%) e dei feriti (+1,8%), in controtendenza rispetto alle variazioni rilevate nell’intero Paese (rispettivamente -2,5%, -0,6% e -2,7%). Lo afferma l’Istat in un focus sugli incidenti stradali dedicato anche alla Toscana. L’Istat fa osservare che il Terzo e il Quarto Programma d’azione europeo per la sicurezza stradale, rispettivamente per i due decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegnano i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per incidenti stradali con una particolare attenzione, nel decennio in corso, agli utenti vulnerabili e la Toscana ha conseguito riduzioni sostanzialmente in linea con la media nazionale: nel 2014 i decessi si sono ridotti del 50,1% rispetto all’anno 2001 (Italia -52,2%, cartogrammi in allegato). Nel primo periodo di attuazione del Quarto programma (2010-2014) in Toscana le vittime della strada si riducono del 18,3% (-17,8% in Italia). L’indice di mortalit passa fra il 2010 e il 2014 da 1,3 a 1,0 per la provincia di Firenze, che registra la migliore performance, e da 2,2 a 2,9 a Siena, che evidenzia le maggiori difficolt nel perseguire l’obiettivo. Sempre nel 2014 il maggior numero di incidenti (12.975, il 77,9% del totale) si verificato sulle strade urbane provocando 121 morti (48,4% del totale) e 16.421 feriti (74,5%). Per gli incidenti pi gravi continuano ad avvenire lungo le strade extraurbane e le autostrade (3,5 decessi ogni 100 incidenti per entrambe) contro lo 0,9 nelle strade urbane. Rispetto al 2013 i sinistri aumentano dell’1,8% in ambito urbano, del 2,2% sulle autostrade e del 6,2% sulle altre strade extraurbane. La quota pi elevata di incidenti avviene lungo un rettilineo sia sulle strade urbane (46% del totale) sia su quelle extraurbane (48,3%). Tuttavia, nei centri urbani gli incidenti in corrispondenza degli incroci stradali rappresentano il 21,7% del totale seguiti da quelli nei pressi di un’intersezione (18,5%). Nelle strade extraurbane il 24,4% degli incidenti si verifica in curva, il 11,6% presso un’intersezione. La pi elevata concentrazione degli incidenti, rileva ancora l’Istat, si avuta nel periodo primaverile ed estivo, per un aumento della mobilit con la buona stagione, con 9.092 sinistri tra maggio e ottobre (54,6% dell’anno) in cui hanno subto lesioni 11.961 persone (54,2% sempre dell’anno) e 142 sono decedute (56,8%). Quasi il 79% degli incidenti ha luogo tra le 8 e le 20 ma l’indice di mortalit raggiunge i valori pi elevati nella fascia oraria tra le 3 e le 5 della notte (7,1 e 6,3 morti ogni 100 incidenti, con valori di molto superiori alla media giornaliera pari a 1,5). Il venerd e sabato notte si concentrano il 44% degli incidenti notturni, il 45% delle vittime e il 46,5% dei feriti nelle ore notturne. L’indice di mortalit degli incidenti notturni in media pari a 2,8 decessi ogni 100 incidenti, contro l’1,4 registrato nelle ore diurne. Il valore massimo della mortalit raggiunto il sabato notte, con 3,1 decessi ogni 100 incidenti (10,7 per le sole strade extraurbane). Inoltre, l’Istat ha rilevato che in Toscana il 63% degli incidenti stradali concentrato nei poli urbani ma considerando anche le aree di cintura, si arriva al 93,1% del totale. Nei comuni delle aree interne, pertanto, gli incidenti sono stati il 6,9% del totale regionale. Il valore pi elevato dell’indice di mortalit si rileva nei Comuni intermedi dove c’ pure il pi elevato rapporto percentuale tra il numero dei morti e il complesso degli infortunati (3,3). La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o pi veicoli (74,4%); la tipologia pi diffusa lo scontro frontale-laterale (5.799 casi, 44 vittime e 7.761 feriti), seguita dal tamponamento (3.137 casi, 29 decessi e 4.768 persone ferite). La tipologia pi pericolosa lo scontro frontale (4,1 decessi ogni 100 incidenti), seguono la fuoriuscita o sbandamento del veicolo e l’urto con ostacolo (rispettivamente 3,5 e 3,3).(ANSA).
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