La sacralit di ogni essere umano – ha detto il Papa a Prato – richiede per ognuno rispetto, accoglienza e un lavoro degno; mi permetto qui di ricordare i 5 uomini e due donne di cittadinanza cinese morti due anni fa a causa di un incendio nella zona industriale di Prato, vivevano e dormivano all’interno dello stesso capannone in cui lavoravano, in una zona era stato ricavato un piccolo dormitorio di cartone e cartongesso, una tragedia dello sfruttamento e delle condizioni disumane di vita e questo non lavoro degno.La vita di ogni comunit – ha aggiunto il Papa subito dopo aver evocato i 7 morti di nazionalit cinese periti due anni fa nel rogo del capannone dove vivevano e lavoravano – esige che si combattano fino in fondo il cancro della corruzione e il veleno dell’illegalit . Dentro di noi e insieme agli altri, non stanchiamoci mai di lottare per la verit !. Mi hanno detto che voi giovani avete fatto una veglia di preghiera, grazie, grazie, ha detto prima di congedarsi dalla folla.(ANSA).ANSA-FOCUS Papa a Prato, lavoro sia degno,no cancro corruzione Vede lavoratori stranieri e ricorda operai cinesi morti in rogo(degli inviati Daniela Grondona e Giampaolo Grassi) (ANSA) – PRATO, 10 NOV – La sacralit di ogni essere umano richiede per ognuno rispetto, accoglienza e un lavoro degno; mi permetto qui di ricordare i 5 uomini e due donne di cittadinanza cinese morti due anni fa a causa di un incendio nella zona industriale di Prato, vivevano e dormivano all’interno dello stesso capannone in cui lavoravano, in una zona era stato ricavato un piccolo dormitorio di cartone e cartongesso, una tragedia dello sfruttamento e delle condizioni disumane di vita e questo non lavoro degno. E’ un richiamo forte, quello che papa Francesco ha pronunciato oggi nella sua visita pastorale a Prato, citt multietnica, a forte presenza cinese, dove appunto, come ha ricordato il Pontefice, si pu vivere negli stessi locali in cui si lavora, in ‘loculi’ ricavati sui soppalchi, sopra l’area dove stanno le macchine da cucire. E dove si pu morire tra le fiamme, intrappolati dentro quello stesso ‘pronto-moda dormitorio’, come accadde ai 7 operai, quasi tutti clandestini, nel Macrolotto di Prato, due anni fa. La vita di ogni comunit – ha aggiunto il Papa subito dopo aver evocato i lavoratori cinesi morti – esige che si combattano fino in fondo il cancro della corruzione e il veleno dell’illegalit . Dentro di noi e insieme agli altri, non stanchiamoci mai di lottare per la verit !. Giunto prestissimo in citt , dove gi dalle sei del mattino migliaia di persone lo attendevano lungo il percorso della Papa mobile e davanti al Duomo, papa Francesco ha fatto il suo ingresso in piazza Duomo e da l in Cattedrale alle 8. Ad accoglierlo il Capitolo dei canonici, il Consiglio presbiterale, alcuni sacerdoti anziani e novelli e le monache di clausura dei monasteri di San Clemente e San Vincenzo. Erano presenti anche venti malati per espressa richiesta di Francesco. Il Pontefice entrato nella Cappella del Sacro Cingolo dove custodita la preziosa reliquia della Madonna. Poi, salito sul pulpito di Donatello e Michelozzo dove, preceduto da un breve intervento del vescovo di Prato Franco Agostinelli, il Papa ha tenuto il suo discorso incentrato sulla convivenza tra persone, sulla dignit del lavoro e sulla lotta alla corruzione. Per un discepolo di Ges – ha detto il Papa – nessun vicino pu diventare lontano. Anzi, non esistono lontani che siano troppo distanti, ma soltanto prossimi da raggiungere. Vi ringrazio – ha aggiunto – per gli sforzi costanti che la vostra comunit attua per integrare ciascuna persona, contrastando la cultura dell’indifferenza e dello scarto. Prima di partire alla volta di Firenze, il Pontefice ha incontrato in Duomo una sessantina di persone, tra le quali rappresentanti delle comunit cinese, ucraina, polacca, romena, filippina, nigeriana e pakistana. Sono rimasto molto toccato dal fatto che il Papa abbia ricordato la tragedia – ha detto al termine dell’incontro Fra Paolo Hou, religioso cinese che vive nella citt toscana – in cui sono morti sette lavoratori miei connazionali e si sia anche rivolto ai noi cinesi che viviamo qui a Prato. Papa Francesco ha stretto la mano a tutti, hanno raccontato, li ha abbracciati. Poche parole, una grande commozione. Un momento di felicit per i cattolici cinesi, che anche nel nostro Paese non sempre possono vivere serenamente e pubblicamente la loro fede a causa delle difficolt che vivono nella stessa loro comunit . Nella delegazione anche una disoccupata, Antonella Lentini, 52 anni: Questo Papa vicino agli ultimi lo sento molto vicino anche a chi, come me, vive un periodo di difficolt per colpa del lavoro che non c’ pi. (ANSA).Papa: ex procuratore, insieme contro far west lavoro. Processi in corso su rogo Prato 2013, morirono 7 operai cinesiMorirono sette persone, sette operai cinesi che lavoravano e vivevano nello stesso capannone, a Prato, riposandosi in un dormitorio di cartongesso ricavato alla bell’e meglio. Scoppi un incendio e non riuscirono a fuggire. Cinque di loro erano irregolari. Era il dicembre 2013. L’allora procuratore Piero Tony parl di Far west. Durante la sua visita a Prato, anche Papa Francesco ha ricordato quella vicenda: E’ una tragedia dello sfruttamento e delle condizioni inumane di vita, questo non lavoro degno. Ma mi fa un enorme piacere, sotto il profilo assolutamente laico, che le attenzioni mia e del Papa confluiscano – ha detto Tony commentando le parole del Pontefice – Parlai di far west per la mancanza di controlli, all’epoca, ma temo che le cose non siano cambiate molto. L’incendio scoppi in una ditta di confezioni, la ‘Teresa Moda’. Nel gennaio scorso, il gup di Prato ha condannato a otto anni e otto mesi di reclusione la titolare dell’azienda, Lin Youlan, a sei anni e dieci mesi la sorella Youli e a sei anni e mezzo il marito di quest’ultima, Hu Xiaoping. La procura, per, ritiene che siano responsabili anche due italiani, i proprietari dell’immobile, Giacomo e Massimo Pellegrini: per gli inquirenti erano a conoscenza degli abusi edilizi. Per loro il processo in corso e dovrebbe chiudersi a breve. L’accusa omicidio colposo. Il fenomeno immigratorio, con nessi e connessi – ha concluso Tony – non si pu affrontare solo da una parte, da quella della legge. L’opera del Papa ha delle indubbie influenze sulle coscienze anche di chi non credente. Considero Papa Francesco un essere di grandissima sensibilit politica. Sono inorgoglito dal fatto che la sua sensibilit confermi quelle che stata la nostra sensibilit . (ANSA).Papa: Prato; due anni fa l’incendio nella fabbrica dei cinesiEra il primo dicembre 2013 quando sette lavoratori cinesi morirono avviluppati dalle fiamme nel sonno nella fabbrica dove lavoravano e dormivano nel Macrolotto 1 alla periferia di Prato, una domenica mattina, attorno alle 7. Il fatto stato ricordato questa mattina da papa Francesco nel suo discorso nella cittadina toscana. I cinesi si preparavano ad una nuova giornata di fatica, nel ‘pronto moda’ dove al piano terreno erano stoccati migliaia di abiti da confezionare e inviare ai negozi. Secondo quanto poi accertato, le fiamme partirono da un guasto nell’impianto elettrico. Cercarono di fuggire ma le finestre del capannone avevano le sbarre e sette persone, tra cui cinque immigrati irregolari, morirono. Altre tre, ferite, riuscirono a mettersi in salvo. Seguirono polemiche, per le condizioni di lavoro nelle ditte cinesi e poi anche per i funerali di sei delle sette vittime celebrati solo otto mesi dopo: i familiari sostenevano di non poterli organizzare per mancanza di soldi. Il gup di Prato, con rito abbreviato, nel gennaio scorso ha condannato la proprietaria di fatto e i gestori cinesi di ‘Teresa moda’, l’azienda di confezioni teatro della tragedia. Un altro processo, sempre per omicidio colposo, in corso a carico dei due fratelli pratesi proprietari del capannone che ospitava la ditta.(ANSA).Papa: 1300 sacerdoti, 240 vescovi, 500 suore a messa Francesco. In 50mila allo stadio + 5000 su megaschermoÿ1300 sacerdoti, 240 vescovi, 400 ministri della comunione, 500 suore, 2200 delegati parrocchiali. Questi i numeri della ‘presenza ecclesiastica’ allo stadio Artemio Franchi di Firenze per la messa celebrata questo pomeriggio a Firenze da Papa Francesco. Lo stadio gremito di circa 50mila persone. Sono circa 50mila persone che affollano lo stadio Artemio Franchi per la messa celebrata da Papa Francesco. Altre 5000 la seguono dal vicino stadio di atletica leggera Ridolfi, dove stato collocato un megaschermo.(ANSA).ANSA Papa a Firenze, bagno di folla e pranzo mensa poveri A messa ricorda Leone Magno, sapienza e carit per futuro ItaliaMantenere un sano contatto con la realt , con ci che la gente vive, con le sue lacrime e le sue gioie, l’unico modo per poterla aiutare, formare e comunicare. ?l’unico modo per parlare ai cuori delle persone toccando la loro esperienza quotidiana: il lavoro, la famiglia, i problemi di salute, il traffico, la scuola, i servizi sanitari. Lo spiega il Papa nella messa conclusiva del suo viaggio a Firenze, richiamando la sapienza di San Leone Magno, che ci ricorda che non pu esserci vera sapienza se non nel legame a Cristo e nel servizio alla Chiesa. Ma papa Bergoglio cita anche l’umanesimo, di cui Firenze stata testimone nei suoi momenti pi creativi, e che qui ha avuto sempre il volto della carit . Questi gli elementi di riflessione proposti dal Papa durante la messa davanti a oltre 40mila persone, nello stadio Artemio Franchi, in occasione del V convegno nazionale della Chiesa italiana. E’ presente al rito anche la moglie del premier, Agnese Renzi, con i figli. Il convegno, apertosi ieri, andr avanti fino al 13, e dovr lavorare sul forte discorso programmatico di papa Bergoglio. Prima della cerimonia papa Francesco ha incontrato gli ammalati nella chiesa Santissima Annunziata e tra loro anche il sottoufficiale dei carabinieri Giuseppe Giangrande ferito nel 2013 davanti a Palazzo Chigi. La nostra gioia – ha rimarcato papa Francesco, che ha celebrato la messa dopo aver pranzato alla mensa Caritas di San Francesco Poverino, al tavolo con i poveri l assistiti, men toscano con ribollita e tesserina per accedere – anche di andare controcorrente e di superare l’opinione corrente, che, oggi come allora, non riesce a vedere in Ges pi che un profeta o un maestro. La nostra gioia – ha ricordato al convegno della Chiesa italiana – riconoscere in Lui la presenza di Dio, l’inviato del Padre, il Figlio venuto a farsi strumento di salvezza per l’umanit . La comunione tra divino e umano, realizzata pienamente in Ges, – ha detto – la nostra meta, il punto d’arrivo della storia umana secondo il disegno del Padre. ?la beatitudine dell’incontro tra la nostra debolezza e la Sua grandezza, tra la nostra piccolezza e la Sua misericordia che colmer ogni nostro limite. Tale meta, ha spiegato, si inizia a pregustare e a vivere qui e si costruisce giorno dopo giorno con ogni bene che seminiamo attorno a noi. Sono questi i semi che contribuiscono a creare un’umanit nuova, rinnovata, dove nessuno lasciato ai margini o scartato; dove chi serve il pi grande; dove i piccoli e i poveri sono accolti e aiutati. La sapienza di san Leone Magno che papa Bergoglio indica alla Chiesa italiana – qui rappresentata da 2.500 delegati da parrocchie e diocesi – frutto del convergere di vari elementi: parola, intelligenza, preghiera, insegnamento, memoria. ? questa – ha ricordato – la strada su cui incrociamo l’umanit e possiamo incontrarla con lo spirito del buon samaritano. Non per nulla l’umanesimo, di cui Firenze stata testimone nei suoi momenti pi creativi, ha avuto sempre il volto della carit . Che questa eredit sia feconda di un nuovo umanesimo per questa citt e per l’Italia intera. Nel richiamo a san Leone Magno, il Papa ha fatto anche un riferimento al ministero petrino, (il suo servizio di Papa, ndr) cio – ha detto – custodire e proclamare la verit della fede; difendere e promuovere la comunione tra tutte le Chiese; conservare la disciplina della Chiesa. Papa Leone – ha rimarcato – stato e rimane, in questa missione, un modello esemplare, sia nei suoi luminosi insegnamenti, sia nei suoi gesti pieni della mitezza, della compassione e della forza di Dio. Proprio a Firenze sorto, come segno di questo convegno ecclesiale che rester in dono alla citt , la Casa della carit , nel quartiere popolare di Novoli, con sedici appartamenti, un centro per anziani, una struttura di accoglienza per le emergenze abitative e un nido per bambini. Illustrando l’iniziativa all’Osservatore romano, l’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori ha rimarcato come l’iniziativa significhi l’impegno dell’arcidiocesi per promuovere un nuovo umanesimo e per suscitare forme sempre aggiornate di carit in risposta ai bisogni del territorio. Alla fine dell’omelia, la folla ha tributato un applauso al Pontefice, e il cerimoniere ha chiesto di raccogliersi in silenzio e in preghiera. (giovanna.chirri@ansa.it)
129 9 minuti di lettura