Al via una campagna di mobilitazione nazionale contro il taglio al Fondo dei patronati.Ad annunciarlo l?Inca, il patronato della Cgil. ?Una sberla che si aggiunge alla beffa -spiega la presidente dell?Inca, Morena Piccinini- di una promessa di riforma per la riorganizzazione del sistema dei patronati, della quale ancora non c? traccia. Abbiamo accettato il sacrificio che ci stato imposto nello scorso anno -aggiunge- pur consapevoli delle conseguenze che ci sarebbero state sia sul piano organizzativo sia su quello delle risorse della rete dei patronati, nella convinzione che la promessa riforma avrebbe valorizzato il ruolo e ampliato l?attivit di tutela svolta da questi istituti?. I nuovi tagli proposti nella legge di stabilit , avverte, ?non fanno che aggravare la situazione esponendo gli istituti di patronato a una cura che impedir , se sar approvata dal Parlamento, non soltanto di investire nelle nuove attivit , ma anche di mantenere quelle correnti e istituzionali, legate alla tutela che siamo tenuti a garantire per legge?.In una lettera inviata alle commissioni Bilancio, Finanze e Lavoro del Senato e a tutti gli altri senatori, i patronati del Ce.Pa. (Acli, Inas, Inca e Ital) lamentano il fatto che dopo la passata manovra si pensava che ?la discussione cos ampia e diffusa e la relativa decisione del Parlamento dovessero valere definitivamente, senza ulteriori sacrifici rispetto a quelli gi definiti lo scorso anno: siamo, invece, di fronte a un taglio che non esitiamo a definire inspiegabile e intollerabile?.?Lo stesso servizio tecnico di Camera e Senato -ricordano i patronati- nel dossier della legge di stabilit , in data 2 novembre scorso, sottolinea come, nella discussione parlamentare della norma in esame, andrebbe comunque attentamente ponderata la effettiva praticabilit di ulteriori riduzioni degli stanziamenti per i patronati, alla luce dei ripetuti interventi gi operati in precedenza sul medesimo stanziamento?. Secondo l?Inca, i tagli previsti nel testo della legge di stabilit appaiono, pertanto, ?come l?espressione di un accanimento non soltanto contro le migliaia di operatrici e di operatori di patronato che, nonostante tutto, hanno continuato e continuano ad assicurare la stessa qualit di assistenza gratuita ai disoccupati, ai giovani, ai pensionati e, pi in generale, alle lavoratrici e ai lavoratori di questo paese, ma soprattutto contro gli stessi cittadini che saranno costretti a pagare i servizi previdenziali e socio assistenziali, o peggio ancora, a rivolgersi ai privati, senza alcuna garanzia per le loro richieste?. L?Inca non ci sta e insieme alla Cgil, nel lanciare un appello al Parlamento affinch eserciti la pressione necessaria per ottenere la soppressione dell?emendamento, annuncia quindi ?una campagna di mobilitazione nazionale per sensibilizzare l?opinione pubblica sottolineando come le conseguenze di questi interventi ricadranno sul cittadino, soprattutto quello maggiormente bisognoso di tutela, che non potr pi contare sulla gratuit dell?assistenza previdenziale e socio assistenziale assicurata dai patronati.ÿ
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