Una lettera aperta a Papa Francesco scritta in occasione della sua visita in citt il prossimo 10 novembre stata sottoscritta da Camera di Commercio, Unione Industriale Pratese, Confartigianato, Cna, Confesercenti, Confcommercio, Confcooperative, Lega delle cooperative, Coldiretti, Cgil, Cisl e Uil. E’ un messaggio indirizzato al Pontefice che annuncia un patto di convivenza e prossimit tra le categorie sociali ed economiche affinch si continui ad affermare il buon lavoro a Prato, che – si sottolinea – deve essere fonte di dignit per tutti, ed considerato fattore chiave attraverso cui costruire integrazione. Su invito e con il coordinamento della Diocesi di Prato, attraverso l’Ufficio di Pastorale sociale e del lavoro, sindacati e le associazioni di rappresentanza datoriali del mondo produttivo del distretto hanno riunito la loro voce per presentare al Santo Padre il vero volto di una citt che ancora oggi fa del lavoro il suo carattere distintivo. C’ una Prato di cui non si parla, che non prende gli onori della cronaca, ma che la spina dorsale della comunit – scritto nel testo -. ? la Prato che lavora e che produce solidariet silenziosamente e che distribuisce ancora, seppur con fatica, tanta benedizione all’intera comunit . Una Prato che tutt’oggi pu contare su una popolazione attiva di circa 120 mila persone, quasi 30 mila imprese attive, e sul principale distretto tessile d’Europa (il 17% del tessile nazionale esportato viene prodotto qui). (ANSA).
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