Cgil, Cisl e Uil hanno promosso oggi in Toscana una mobilitazione per cambiare la legge Fornero sulle pensioni. Ci sono stati e sono in corso presdi unitari in ogni capoluogo con centinaia di persone davanti alle Prefetture (con volantinaggi di materiale informativo e incontri coi prefetti; a Massa il presidio – iniziato stamattina e previsto fino alle 18 – ha avuto luogo davanti al Teatro Guglielmi). Per essere presenti ai presdi, i lavoratori delle cave hanno proclamato uno sciopero di otto ore nella giornata. A Firenze c’ stata anche la protesta dei ?nonni edili?: lavoratori dell’edilizia in pantofole antinfortunistiche e vestaglie di ciniglia per dire che ?non si pu lavorare in cantiere fino a 67 anni, a quell’et bisogna fare i nonni?.Queste le richieste dei sindacati al Governo: abbassare l’et di accesso alla pensione reintroducendo una vera flessibilit in uscita e un intervento sui lavoratori precoci, anche per favorire il turnover e incrementare l’occupazione giovanile; trovare una soluzione definitiva per gli esodati e per l’effettiva applicazione dell’Opzione donna; riconoscere un diverso trattamento di accesso per tutti coloro che svolgono lavori gravosi (cavatori, edili, lavori notturni…).La giornata di oggi in Toscana ha fatto parte di un’agitazione nazionale in cui Cgil, Cisl e Uil lanciano una vertenza previdenziale per chiedere al governo di individuare soluzioni adeguate ai molteplici problemi aperti dalla legge Fornero. In particolare urgente una modifica strutturale che abbassi l’et di accesso alla pensione, reintroducendo una vera flessibilit in uscita e intervenendo sui lavoratori precoci. Ci anche per favorire il turn over, quindi per incrementare l’occupazione giovanile, che nonostante i primi segnali di ripresa dell?economia resta stagnante a livelli da vero dramma generazionale. Va inoltre varata la settima salvaguardia per i lavoratori esodati, e consentita l’applicazione dell’opzione donna, misure entrambe che non hanno bisogno di nuove coperture, cos come vanno sanati alcuni tra i pi macroscopici ?errori? della legge Fornero, come quelli sui macchinisti dei treni e su ?quota 96? della scuola.IL REPORT DAL PRESIDIO DI MASSAQuesta mattina, 15 ottobre 2015, Cgil Cisl e Uil hanno organizzato un presidio che poi si sviluppato in una manifestazione tra le strade cittadine fin sotto la prefettura che ha visto la partecipazione di centinaia di lavoratori e pensionati. La mobilitazione aveva ad oggetto il contrasto alla legge Fornero, una legge che ha prodotto un sostanziale blocco del turn-over, caratterizzandosi quindi come concausa dei livelli altissimi di disoccupazione giovanile. Le tre confederazioni hanno espresso al Prefetto, attraverso i loro segretari generali, la necessit di un intervento strutturale di modifica della stessa, che riduca l’et pensionabile introducendo elementi di flessibilit . Ricordiamo a tutti che dal primo gennaio 2016 scattano altri 4 mesi di ?attesa di vita? che portano l’et di accesso alla vecchiaia a 66 anni e 10 mesi per tutti i dipendenti, e a 64 anni e 10 mesi per le donne del settore privato, per le quali previsto uno ?scalone? di 2 anni nel percorso verso la totale equiparazione agli uomini che avverr nel 2018. Nell’immediato, chiediamo (a partire dalla legge di stabilit ) una sensibile riduzione della soglia di accesso alla pensione e che si riduca la soglia contributiva necessaria per la pensione anticipata di uomini e donne (a prescindere dall’et ) dando cos una risposta alla realt dei lavoratori ?precoci? che hanno iniziato a lavorare in et molto giovane. Inoltre, riteniamo che i lavori non siano da considerarsi tutti uguali e non si possano fare parti uguali tra diseguali. Ci vale per l’et e per i coefficienti: l’attesa di vita non uguale per tutti ed inoltre l’attuale normativa sui lavori usuranti inadeguata, perch copre pochissime tipologie di lavoratori. Basti pensare ad esempio all’esclusione degli edili e del lavoratori del marmo in generale, ed ha condizioni di applicazione che la rendono persino scarsamente utilizzata anche dai cavatori. Altra gravissima conseguenza della riforma Fornero l’aver di fatto bloccato il turn-over tra generazioni. I giovani ormai entrano di norma sul luogo di lavoro dopo i 30 anni in forma spesso precaria, discontinua e stagionale affrontando spesso periodi disoccupazione che a causa dell’adozione del sistema contributivo li porteranno ad andare in pensione a 70 anni e con pensioni misere che fanno intravedere un futuro di povert per moltissimi di loro. Bisogna quindi costruire una correzione del contributivo puro che restituisca solidariet interna al sistema e, con questo, salvaguardi l’idea stessa della previdenza come sistema di welfare, recuperandone la credibilit soprattutto tra i giovani e rideterminando cos il patto tra le generazioni. A rafforzare la manifestazione odierna nel nostro territorio c’ stato lo sciopero unitario del settore del marmo proprio a testimoniare quanto gravi e reali siano le condizioni di vita e di lavoro di tutti coloro che operano in questo settore e che, stante cos la normativa, sono costretti a continuare a lavorare ben oltre i 65 anni d’et .CGIL ? CISL – UILÿ
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