Magic maize, questo il nome scelto per la popolazione composta da oltre 1.600 linee genetiche derivate dalla combinazione multipla del genoma di 8 genitori – cio 8 linee divergenti di mais – prodotta dopo anni di ricerche, a guida italiana, i cui primi risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Genome Biology.Il progetto internazionale per sviluppare mais dai caratteri altamente innovativi , coordinato dall’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha coinvolto l’Istituto di Genomica Avanzata di Udine, l’Universit di Udine, l’Universit di Bologna, l’Universit di Gent, l’Istituto di Biotecnologie delle Fiandre, il Jackson Laboratory negli Stati Uniti.L’identificazione dei geni, e delle rispettive sequenze di regolazione genica, coinvolti nella determinazione delle caratteristiche della pianta di mais e della sua risposta alle condizioni ambientali, – spiega il Sant’Anna in un comunicato – fa aumentare il livello di efficienza del miglioramento della pianta e consente di individuarne le caratteristiche future.Nel mais, caratteri come la produzione, il valore nutrizionale, la risposta a condizioni di crescita non ottimali e ai parassiti sono tutti determinati da una base genetica complessa. L’identificazione dei meccanismi molecolari alla base di tali caratteri promette di affrontare con rinnovata energia le sfide poste dall’agricoltura moderna e rappresentate, in prima istanza, dai cambiamenti climatici e dall’aumento della popolazione mondiale. Identificare i geni che sottendono a questi caratteri per il mais significa avere la possibilit di selezionare le piante pi promettenti con efficienza molto maggiore.La popolazione Magic maize sviluppata alla Scuola Superiore Sant’Anna il risultato di uno schema innovativo di incroci con l’intento di unire la diversit di otto linee divergenti di mais in una collezione di oltre 1.600, i cui genomi sono un composizione ad arlecchino dei genomi dei genitori. Questo obiettivo scientifico stato ottenuto realizzando incroci multipli tra gli 8 genitori secondo tutte le permutazioni possibili.Le conoscenze sviluppate e quelle che deriveranno dall’impiego del ‘Magic maize’ – dichiara il genetista che ha guidato la ricerca Mario Enrico P, direttore dell’Istituto di Scienze della Vita del Sant’Anna – rese disponibili per i ricercatori di tutto il mondo, contribuiranno alla progettazione del nuovo mais, nella prospettiva di un’agricoltura efficiente e sostenibile. Abbiamo l’ambizione di rendere questo mais – aggiunge – l’elemento centrale di una piattaforma avanzata: attraverso questa risorsa, strati successivi di conoscenze, che deriveranno dall’applicazione di studi agronomici, genomici, fisiologici, bioinformatici, convergeranno per contribuire alla costruzione del mais del XXI secolo che potr fornire un valido supporto perfino nella lotta contro le carestie, anche quelle provocate dai cambiamenti climatici. (Askanews)
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