Nelle prossime settimane il Comitato Europeo dei Diritti Sociali del Consiglio d`Europa sar chiamato a decidere sul reclamo collettivo della Cgil, presentato circa tre anni fa e ancora pendente, contro il governo italiano sulla violazione dei diritti delle donne che intendono accedere all`interruzione di gravidanza (secondo le modalit previste dalla legge 19478) e dei medici non obiettori di coscienza. Questo l`esito ? fa sapere la Cgil – dell`udienza pubblica, che si tenuta ieri, presso la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, davanti al Comitato Europeo dei Diritti Sociali del Consiglio d`Europa. Nel corso dell?udienza – si legge in una nota del sindacato – la Cgil, rappresentata dai suoi legali, ha risposto alle domande formulate dal Comitato Europeo dei Diritti Sociali e messo in evidenza che alle problematiche gi accertate in una prima decisione di condanna nei confronti dell`Italia (8 marzo 2014) per la violazione della legge 194, determinata dall`elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza e dalle inadempienze degli ospedali e delle Regioni, non stata data definitiva soluzione. ?La Cgil – commenta il segretario generale, Susanna Camusso – ritiene a questo punto urgente un incontro con la Conferenza Stato-Regioni per superare definitivamente la condizione di violazione dei diritti delle donne e dei medici garantiti dalla Costituzione italiana e dalla Carta Sociale Europea? da globalpress.eu
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