Smascherati dalla guardia di finanza di Arezzo una ventina di falsi enti no profit e scoperti anche circa 1,5 milioni di euro evasi al fisco. Questo l’esito di mirate attivit investigative nei confronti di una ventina di associazioni culturali e sportive che, in alcuni casi, avvalendosi dei particolari benefici normativi, celavano, di fatto, delle attivit commerciali. Secondo le Fiamme gialle alcune associazioni culturali e sportive gestivano perfino palestre; un’associazione promuoveva ogni anno un’importante manifestazione della provincia, frequentata da tantissime persone, alle quali venivano somministrati pasti e bevande a prezzi commercialmente competitivi. Per la Gdf l’unico comune denominatore di queste associazioni era simulare l’esercizio dell’impresa con l’iscrizione associativa del cliente, avvalersi del regime forfettario previsto dalla legge 3981991 ed omettere la presentazione delle dichiarazioni ai fini dell’Iva. Ma gli accertamenti hanno dimostrato la totale assenza dei requisiti relativi alla partecipazione alla vita ed alla gestione dell’associazione da parte dei soci, la mancanza dei requisiti relativi alla validit delle assemblee, del numero legale dei presenti e dell’effettiva partecipazione alle stesse, nonch la distribuzione indiretta degli utili e, in alcuni casi, l’inosservanza dell’obbligo di tracciabilit dei pagamenti e dei compensi superiori al limite imposto dalla normativa antiriciclaggio. Inoltre sono state trovate ben 13 persone impiegate al nero o in forma irregolare. Nel corso delle operazioni stato individuato anche un circolo privato dove si faceva gioco d’azzardo di poker on-line attraverso una postazione Internet connessa ad un sito non autorizzato dall’Agenzia dei Monopoli di Stato: circolo che era sprovvisto delle autorizzazioni amministrative sia per quanto attiene l’esercizio dei giochi che per la somministrazione di alimenti e bevande effettuate all’interno del circolo stesso. Al termine delle attivit si proceduto alla constatazione di un’evasione alle imposte dirette per oltre 1.400.000 euro, corrispondenti agli incassi raccolti nei vari anni e mai sottoposti a tassazione, nonch di rilievi ai fini IVA per circa 400.000 euro. In un caso, si proceduto al sequestro per equivalente dei beni immobili per oltre 100.000 euro, riconducibili al titolare di un’associazione sportiva. sequestro fatto a garanzia del credito dovuto all’erario.(ANSA).
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