Cgil: cala fiducia nella Ue, per 84% non migliora standard vita

Cala la fiducia nelle istituzioni europee: secondo un’indagine realizzata da Tecne’ per la CGIL, il 66,9% degli italiani ritiene che appartenere all’Unione non ha reso piu’ forte il nostro paese, non ha offerto nuove opportunita’ di lavoro (64,6%), ne’ occasioni di sviluppo per le imprese (74,8%). E, soprattutto, non ha migliorato gli standard di vita degli italiani (83,9%). Dalla ricerca Gli italiani e l’Europa, presentata a Ventotene, emerge che secondo due intervistati su tre l’appartenenza alla Ue non da’ alcun contributo alla stabilita’ economica dell’Italia e una quota equivalente esprime analoghe valutazioni negative su cio’ che riguarda la moneta unica. La quota di fiducia e’ superiore a quella nutrita nelle istituzioni nazionali (27,9% contro 13%) ma con grandi differenze territoriali (dal 34% nel nord-ovest al 15% nelle isole); se pero’ a dicembre 2014 il 48,6% dichiarava che l’Europa evocava un’immagine complessivamente positiva, oggi gli stessi sono scesi al 43,3%, con una flessione di oltre il 5%. Soltanto tra i giovani l’immagine dell’Europa continua ad evocare sentimenti largamente positivi ed e’ significativo che tra i giovani la flessione sia piu’ contenuta (-3% rispetto a dicembre 2014) mentre tra gli anziani si registra la grande delusione (-9% rispetto a dicembre 2014) anche se sono le fasce d’eta’ centrali quelle piu’ scettiche. – Le istituzioni europee appaiono lontane dagli interessi dei cittadini e si ritiene che non ne difendano gli interessi (72,8%). Oltretutto, l’82,1% ritiene che l’Italia abbia poca influenza sulle decisione prese a livello europeo.Secondo il 51,7% degli intervistati, l’Europa nella formalita’ burocratica ha perso di vista i cittadini: il peso delle istituzioni europee sovrasta eccessivamente l’influenza che possono esercitare i singoli Paesi. Nel complesso, prevale un sentimento ambivalente tra l’Europa lontana dai cittadini e l’Europa che dovrebbe essere e che si riflette nel basso grado di fiducia nelle istituzioni europee. Questo vale sia che si faccia riferimento al Parlamento (ne ha fiducia il 30,2% degli intervistati), alla Commissione Europea (32,2%), al Consiglio d’Europa (33,4%) o alla Bce (32,2%), sia nel numero elevato di quanti ritengono che l’Italia debba rimanere membro dell’Unione (69,9%) e restare nell’Euro (64,2%). Dati, questi ultimi, sorprendenti – notano i ricercatori – che rilevano come lo spirito che ha animato il sogno europeo ancora pervada un’opinione pubblica che sembra semmai denunciarne la mortificazione proprio da parte delle istituzioni stesse. Se da un lato, quindi, si afferma una domanda di Europa come cantiere aperto di opportunita’, dall’altro, la presa di distanza dall’Europa cosi’ come e’ oggi, segnata da una tecno-burocrazia lontana dagli interessi dei cittadini, e’ ferma e inequivocabile. Un’Europa che sembra tradire le sue aspirazioni originarie nel momento in cui fa prevalere le differenze, anziche’ le condivisioni. Un sogno che sembra essersi infranto sugli scogli della crisi e sulla rigida disciplina di bilancio, ma che avrebbe bisogno di ben altro per ritrovare quella narrazione comune che vede protagonisti 500milioni di cittadini. (AGI) .

Pulsante per tornare all'inizio