Allarme disoccupazione dall’Ocse. I senza lavoro nell’area sono poco pi di 43 mln, 11 mln in pi rispetto a prima che iniziasse la crisi. ? quanto emerge dal rapporto Ocse sul lavoro. In termini percentuali il tasso di disoccupazione nell’area Ocse al 7,1%, 1,6 punti percentuali in pi rispetto al livello pre-crisi. ®La disoccupazione – afferma l’ocse nel rapporto – si manterr a livelli elevati da qui a fine 2016. Il deficit di occupazione si manifesta essenzialmente in una disoccupazione maggiore pi che nell’inattivit ¯. La disoccupazione dovrebbe lentamente ®regredire nel 2015 e 2016 per attestarsi al 6,5% nell’ultimo trimestre del prossimo anno, ma restando superiore al 20% in Grecia¯. ®? inoltre aumentata la disoccupazione di lunga durata. In media nella zona Ocse, pi di un disoccupato su tre rimasto senza lavoro per 12 mesi o pi. Questa categoria di disoccupati aumentato del 77,2% rispetto al quarto trimestre del 2007 e si teme che molti di loro siano usciti dal mercato del lavoro, il che render pi difficile il calo della disoccupazione¯.La disoccupazione giovanile in Italia nel 2014 aumentata di 2,7 punti rispetto al 2013, arrivando a quota 42,7%. La percentuale pi che raddoppiata dal 2007, quando si fermava al 20,4%. Pi di una persona su 4 di et uguale o inferiore ai 29 anni in Italia non n occupata n in educazione (Neet), percentuale che si impennata del 40% dall’inizio della crisi, aprendo un ampio divario con la media Ocse.Contratti precari in crescita. Continua a crescere in Italia la percentuale di lavoratori under 25 con contratti precari, passata dal 52,7% del 2013 al 56% nel 2014. La percentuale aumentata di quasi 14 punti percentuali dal 2007 (42,2%) e di quasi 30 punti dal 2000 (26,6%). da iltempo.itOcse: 1 giovane italiano su 3 neet, non lavora e non studiaTra 20 e 29 anni superano il 30% contro media Ocse sotto il 20% In Italia praticamente un giovane su tre tra 24 e 29 anni non lavora, non studia e non segue alcun percorso di formazione. Lo rileva l’Ocse nel sul ultimo rapporto annuale sull’occupazione, che torna ad affrontare il nodo problematico dei giovani Neet, l’acronimo inglese di questa categoria (Neither Employed nor in Education or Training). In Italia sfiorano il 35 per cento nella fascia di et 25-29 anni, a fronte di una media Ocse inferiore al 20 per cento. Sempre in Italia superano il 30 per cento sulla fascia 20-24 anni.Guardando alla pi ampia fascia di et 15-29 anni, dove tuttavia il dato italiano incorpora la quota di giovani che vanno ancora a scuola, la percentuale di Neet nella penisola si attesta attorno al 25 per cento. Uno su quattro quindi, a fronte di una media Ocse attorno al 15 per cento.Secondo l’Ocse la percentuale di Neet in Italia aumentata del 40 per cento dall’inizio della cris, scavando un divario rispetto alla media dei paesi avanzati. Dopo aver subito un marcato peggioramento, pi di recente le prospettive occupazionali dei giovani si sono stabilizzate, con un tasso di disoccupazione attorno al 42 per cento. (Askanews)Ocse, salario medio in crescita rispetto al 2014, ma in calo rispetto all’inizio della crisiDopo essere stato stabile nel 2013, il salario medio in Italia aumentato nel 2014 dello 0,8% (dato annualizzato), arrivando a 34.744 dollari. Lo riporta l’Ocse nel suo Employment outlook. Il salario medio per diminuito dello 0,4% rispetto al 2007, ultimo anno prima dell’esplosione della crisi. Nei sette anni precedenti, dal 2000 al 2007, il salario medio era invece aumentato dello 0,5%.Nonostante l’incremento, l’italia conferma nel 2014 la 20esima posizione tra i 34 paesi Ocse per salari reali e resta al di sotto della media Ocse e di tutti i maggiori paesi industrializzati, inclusa la spagna. In base al ‘rapporto annuale sull’occupazion diffuso oggi dall’ocse, i salari medi reali annuali nella penisola nel 2014 sono stati pari a 35.442 dollari a parit di potere d’acquisto, in aumento dai 34.561 Dollari del 2013. In media nell’Ocse i salari reali sono stati pari lo scorso anno a 46.533 Euro. Il dato italiano il pi basso tra i big: anche in Spagna i salari sono pi elevati, totalizzando in media 38.386 dollari. La Francia a 40.917 Dollari e la Germania a 44.007. Al top gli Stati Uniti con 60.779 Dollari, seguiti dal Lussemburgo con 60.607. Il costo unitario del lavoro in italia aumentato dell’1,2% nel 2014 contro il calo medio dello 0,1% Ocse. da huffingtonpost.itIl rapporto Ocse: Italia bocciata su scuola, internet e spesa welfare? impietoso il rapporto Ocse, che boccia l?Italia su vari fronti, tra cui la scuola, l?et media dei dipendenti pubblici, la spesa per il welfare e la sicurezza sociale, l?utilizzo di internet per il dialogo tra cittadini e pubblica amministrazione.La spesa per sicurezza sociale costituisce in media il 32,4% della spesa totale dei governi dei paesi Ocse ed e? ?particolarmente elevata nei paesi nordici e in Lussemburgo, Francia, Germania, Giappone, Austria e Italia. Dove rappresenta oltre il 40% della spesa totale del governo?. Lo scrive l?Ocse nel rapporto ?Government at a glance?. L?Italia, sottolinea ancora l?Ocse, e? inoltre uno di quei Paesi dove la quota totale della spesa per il welfare e? aumentata dall?inizio della crisi (toccando il 41,3% nel 2013) a causa del forte aumento della disoccupazione.N.d.R.: …e meno male che aumentata altrimenti i 15 miolioni di poveri sarebbero raddoppiati. nbÿItalia maglia nera per la spesa per l?istruzione, peggio solo GreciaL?Italia, emerge dal rapporto, e? il penultimo Paese dell?Ocse per spesa per l?istruzione come quota della spesa pubblica totale: appena l?8% a fronte di una media Ocse del 12,5%. Fa peggio solo la Grecia, con il 7,6%. I paesi che investono di piu? nell?istruzione sono invece Islanda (16,9%), Israele (16,3%), Lettonia (15,7%) ed Estonia (15,4%). Non solo, dalle statistiche dell?Ocse risulta anche che l?istruzione e? la voce della spesa pubblica che ha subito la maggiore riduzione percentuale (-1,6%) negli anni dal 2007 al 2013, quelli della crisi. Nello stesso periodo, a fronte di un aumento della spesa per il welfare del 3,9%, la spesa militare risulta scesa di appena lo 0,1%.Gli italiani poveri rischiano di restare senza cure medicheL?Italia e?, insieme a Grecia e Ungheria, il Paese dell?area Ocse dove i cittadini piu? poveri incontrano le maggiori difficolta? nel permettersi le spese mediche. ?In tutti i paesi europei le persone con bassi redditi nel 2013 hanno avuto una probabilita? maggiore di riportare necessita? mediche non curate rispetto alle persone con alto reddito e questo gap e? particolarmente elevato in Ungheria, Italia e Grecia?, si legge nel rapporto, ?il motivo piu? comune citato e? rappresentato dai costi?.I dipendenti pubblici piu? vecchi? Sono in ItaliaL?Italia e?, insieme a Belgio e Spagna, il Paese dell?area Ocse con l?eta media piu? elevata tra i dipendenti dell?amministrazione statale centrale. E? quanto scrive l?Ocse nel rapporto ?Government at a Glance?. Nel 2009 in Italia la percentuale di dipendenti dello Stato centrale con un?eta? inferiore ai trent?anni si e? aggirata tra l?1% e il 2%, la piu? bassa di tutta l?area. Dall?altra parte della classifica il Cile, dove i dipendenti del governo under 30 sono addirittura il 28%, al di sopra della media nazionale.Italia penultima per uso web in interazioni con P.A.L?Italia resta in fondo alla classifica Ocse per utilizzo di Internet da parte dei cittadini per interagire con la Pubblica amministrazione. Secondo i dati dell?organizzazione parigina, nel 2014 il 20% degli italiani hanno usato il web per chiedere informazioni o formulari, e l?11% per inviare formulari compilati. Un dato che colloca il nostro Paese al penultimo posto nell?area Ocse, davanti al solo Cile (7,3% e 8,9% rispettivamente). In testa alla graduatoria si collocano i Paesi scandinavi, in cui l?uso di Internet per ottenere informazioni superiore al 75%, con un picco dell?81% in Norvegia. Nettamente pi diffuso, invece, l?uso del web per interagire con la pubblica amministrazione da parte delle imprese: nel 2014, sempre secondo i dati Ocse, il 77,7% delle aziende italiane hanno richiesto informazioni o moduli via Internet, e il 58% hanno inviato moduli compilati online. da il secoloxix.it
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