Non da ora, per noi, i porti toscani -Marina di Carrara, Livorno e Piombino- e il sistema logistico -interporto di Gonfienti a Prato e Amerigo Vespucci a Collesalvetti-, sono inseriti in un idea di sistema integrato, una sorta di filiera naturale, che risponde alle esigenze dei territori, e che in grado di fare una proposta commerciale collettiva.Era il 2011 quando all’interno di una iniziativa pubblica a Livorno chiamammo politica ed istituzioni a confrontarsi con noi su questa idea.La natura dei nostri tre porti maggiori diversa, per questo possono rientrare in uno schema che anche le rispettive Autorit Portuali avevano compreso, lo dimostra il documento di impegno e collaborazione sottoscritto.E non davvero un caso se la Regione ha disposto dei finanziamenti aggiuntivi a quelli del Governo centrale sulla portualit maggiore, cos come non a caso ha costruito un percorso per i territori dove insistono le portualit che sfocino in accordi di programma che li tiri fuori dalla crisi economica ed occupazionale.A fronte di tutto ci e dopo avere scongiurato l’accorpamento di Livorno e Piombino con Civitavecchia ci troviamo con il Porto di Marina di Carrara accorpato a quello di La Spezia al di fuori di ogni logica di distretto. Una operazione che porter , nel caso, benefici solo al porto ligure che potr cimentarsi in campi diversi dalla sua natura di piattaforma contenitori, ma che sottrarr risorse alla Toscana. Un vero e proprio regalo, il silenzio dell’Autorit portuale di La Spezia indicativo, a caval donato non si guarda in boccaRiccardo Barontini (Segretario Filt Cgil Toscana con delega alle attivit portuali)ÿ
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