Altre quattro cave di marmo nel comune di Carrara coinvolte nell’inchiesta della procura di Massa Carrara per presunte violazioni ambientali. Sale cos a 8 il numero dei siti di estrazione su cui magistratura e forestale stanno svolgendo accertamenti riguardo alla gestione dei ‘ravaneti’, i depositi di materiali inerti che in molti casi occupano impluvi, un tempo corrispondenti ad altrettanti corsi d’acqua e che ora, si spiega in una nota, sono completamente o in gran parte riempiti da detriti. L’indagine mira a verificare la regolarit della gestione dei detriti prodotti in conseguenza dell’attivit estrattiva e di valutarne le possibili conseguenze sull’assetto idraulico dei corsi d’acqua e sull’assetto geomorfologico ed idrogeologico del territorio. I risultati di una prima fase di accertamenti sono stati resi noti dal procuratore apuano Aldo Giubilaro, con il pm Elisa Loris, il comandante regionale del corpo forestale dello Stato Giuseppe Vadal e il comandante provinciale Carlo Chiavacci. Il bacino interessato dai nuovi controlli quello di Torano-Bettogli, nel comune di Carrara. La forestale ha fotografato, con sopralluoghi via terra ed aerei, materiale di scarto dell’attivit estrattiva accumulato in decenni. I rappresentanti legali delle quattro cave risultano indagati. Gli accertamenti, partiti a maggio scorso, avevano gi portato a indagare i rappresentanti legali delle 3 ditte che gestiscono i primi quattro siti controllati, facenti parte del bacino di Miseglia, oltre al sequestro di documentazione.(ANSA).
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