Piani anticorruzione ancora deboli, bench adottati dal 90% degli enti, perch insufficienti per metodo, sostenibilit ed efficacia. Legge Severino da rafforzare con interventi normativi per rendere pi efficace la prevenzione della corruzione e pi concrete e stringenti le sanzioni da parte dell’Autorit . Ma anche buoni risultati dal sistema di commissariamento degli appalti incriminati, che ha permesso di isolare il virus senza compromettere le opere e il lavoro e senza produrre contrasti con l’autorit giudiziaria. E dalla collaborazione dei cittadini, da cui arriva il 68% delle segnalazioni. E’ lo stesso presidente dell’Autorit Anticorruzione, Raffaele Cantone, a parlare di un risultato in chiaro scuro nella sua prima relazione al Parlamento sull’attivit annuale, frutto delle prime analisi condotte su oltre 1.300 pubbliche amministrazioni. Un documento da cui emergono anche segnali non incoraggianti sulla rotazione dei dipendenti pubblici, pi volte richiesta da Cantone, ma attuata ancora a met , solo nel 40% dei casi. E sul whistleblower, il meccanismo con cui il lavoratore pu denunciare, sotto tutela, potenziali illeciti o irregolarit : il 30% delle amministrazioni non lo prevede neppure e sono pervenute solo 90 segnalazioni, stando alla fotografia che esce da un campione di 155 report stilati dai responsabili prevenzione corruzione degli enti. Nel suo discorso tenuto nella sala della Regina a Montecitorio, Cantone passa in rassegna alcuni dei dossier su cui intervenuto: Expo, Mose, Mafia Capitale, Cara di Mineo, metro C di Roma. Indica le direttrici su cui l’Authority si mossa. Ricorda che la corruzione stata un fenomeno a lungo sottovalutato e invece ha effetti sociali ampi, un sistema gelatinoso, un tumore che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e quindi la democrazia. Poco prima era stata la presidente della Camera Laura Boldrini a rimarcare che i politici corrotti vanno isolati, ma la corruzione non inquina solo la politica – anzi, questa spesso una rappresentazione di comodo: inquina tutti i settori della societ . Mentre Cantone espone la sua relazione, a Napoli il tribunale accoglie il ricorso di Vincenzo De Luca, che per ora pu governare la regione Campania e non incappa nei vincoli della sospensione previsti dalla legge Severino. Inevitabile, quindi, tornare su quella norma, su cui lo stesso Cantone si sofferma a lungo nell’intervento. Ma non la sospensione il vero nucleo del suo ragionamento. Le modifiche necessarie non sono tanto su questo, ma su altri aspetti, spiega. Anzi, il principio che sorregge questo nuovo istituto valido e utile: semmai sar la Corte Costituzionale a definire gli ambiti in cui si applica. Non a caso l’Autorit ha chiesto alla Presidenza del Consiglio di costituirsi in quel giudizio a difesa della sospensione. La questione si definir in ottobre. Ma, messa da parte la vicenda De Luca, la legge Severino nel suo complesso, insieme ai decreti attuativi, pur rappresentando uno strumento centrale di prevenzione, ha bisogno di una revisione legislativa. Gli obblighi sulla trasparenza – annota Cantone nella relazione – vanno semplificati, vanno bilanciate le esigenze di riservatezza con quelle di accesso ai dati, ma soprattutto l’Autorit ha bisogno di maggiori poteri sanzionatori, perch l’assenza di conseguenze punitive rende meno efficace il controllo. (ANSA).
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