La Corte Costituzionale boccia lo stop all’adeguamento degli stipendi nella Pa, inserito dai governi a partire dal 2009 per il risanamento dei conti pubblici. Ma la sentenza non ha effetti retroattivi: scongiurato per lo Stato un esborso di 35 miliardiIl mancato rinnovo del contratto del pubblico impiego negli ultimi 6 anni illegittimo secondo la Corte Costituzionale, che ha tuttavia specificato che la sentenza non vale per il passato.La Corte ha dichiarato con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza, l’illegittimit costituzionale sopravvenuta del regime del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico, quale risultante dalle norme impugnate e da quelle che lo hanno prorogato, dice il comunicato, in cui si aggiunge che sono state respinte le restanti censure proposte.Il ricorso contro il blocco dei contratti era stato presentato dal sindacato Confsal-Unsa e qualora accolta retroattivamente avrebbe comportato un esborso per lo Stato di almeno 35 miliardi per la vacanza tra il 2010 e il 2015, con un effetto strutturale di 13 miliardi annui a partire dal 2016, secondo una memoria presentata dall’Avvocatura dello Stato.Il blocco del rinnovo dei contratti per i lavoratori del pubblico impiego stato inserito da vari governi in decreti per il risanamento dei conti pubblici a partire dal 2009.Sono passati quindi oltre 2000 giorni dall’ultimo rinnovo del contratto del pubblico impiego. Riguarda pi di tre milioni di dipendenti, un numero che si ridotto di 300mila unit dal 2002 al 2013. La sentenza della Consulta sul blocco imposto dal governo Berlusconi, nel 2010, e poi confermato da Monti, Letta e Renzi, impone quindi di interrompere una prassi ormai consolidata.N.d.R.:ÿ non ÿ una pronuncia da poco. Ora il contratto andr rinnovato, il blocco non potr essere prorogato.
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