Si sono aperte oggi le Giornate del Lavoro della Cgil a Firenze, con un’iniziativa in Piazza Santissima Annunziata a cui hanno partecipato il sindaco Dario Nardella, i leader del sindacato fiorentino e toscano Mauro Fuso e Alessio Gramolati, e il segretario confederale della Cgil Nino Baseotto. Vogliamo fare una cosa molto semplice – ha affermato quest’ultimo – proporre a questo paese, che ha pagato un prezzo salato per la crisi, un paradigma nuovo, provare a ragionare mettendo al centro il lavoro. Tra le iniziative in programma domani, il dibattito Legalit e lavoro con Rosy Bindi, don Luigi Ciotti e Gianna Fracassi alle ore 11; il dibattito Il futuro del lavoro con Baseotto e il ministro Giuliano Poletti alle 15; il dibattito sulle periferie urbane con Piero Fassino, Massimiliano Fuksas e Alfio Marchini alle 16; la lectio magistralis di Ignazio Visco alle 17.30; il dibattito su Made in Italy: il lavoro nutre il futuro con il ministro Maurizio Martina, Serena Sorrentino e Oscar Farinetti. (Ansa)Jobs Act: Napolitano, serve collaborazione sindacato-governoUna maggiore collaborazione tra sindacato e governo sul Jobs act sarebbe importante ancora adesso, perch il discorso non ancora chiuso. Lo ha affermato Giorgio Napolitano, ex presidente della Repubblica, in una videointervista per le Giornate del Lavoro della Cgil a Firenze. Bisogna dare attuazione alle deleghe – ha proseguito – una parte importantissima, forse ancora pi importante dell’approvazione delle norme giuridiche in senso stretto da parte del Parlamento. Perch occorre sviscerare tutte le potenzialit in materia di politiche attive del lavoro, e naturalmente questo un nodo cruciale. Secondo Napolitano indispensabile un metodo di dialogo serio tra il governo e i sindacati. Su questo non ho dubbi. Non ho giudizi su come sia stato tentato questo dialogo o su come e perch non sia riuscito in certi momenti e su certe questioni, come il provvedimento del ministro Poletti. Cosa diversa invece pensare che sia possibile un ritorno a vere e proprie forme di concertazione. (ANSA).Lavoro: Napolitano, sindacato schiacciato sulla difensiva E’ un limite difendere le conquiste del passatoNel difendere chi ha un lavoro, lo ha perso o rischia di perderlo, lo cerca e non lo trova, credo che il sindacato abbia finito per essere un po’ schiacciato sulla difensiva. Lo ha affermato Giorgio Napolitano, ex presidente della Repubblica, in una videointervista per le Giornate del Lavoro della Cgil a Firenze. Il sindacato – ha proseguito – molto combattivo nel difendere le conquiste del passato. E questo un limite. Il mondo cambia e cambiano anche gli obiettivi in materia di diritti e di tutela. Perch anche nel passato abbiamo preso delle cantonate, ad esempio quando abbiamo pensato che la scala mobile fosse una conquista irrinunciabile. Secondo Napolitano, bisogna avere una grande sensibilit , un’apertura a cogliere quello che c’ di mutato, di pi difendibile, di rinnovato. Per questo ho considerato interessante l’idea di lavorare ad un nuovo Statuto dei diritti dei lavoratori. E’ qualcosa di pi convincente della difesa statica o in blocco dello Statuto del 1970 cos come era.(ANSA).Mafia Capitale: Napolitano, politica non solo corruzioneLa politica non solo corruzione. Lo ha affermato Giorgio Napolitano, ex presidente della Repubblica, rispondendo a una domanda su Mafia Capitale in una videointervista per le Giornate del Lavoro della Cgil a Firenze. E’ anche la capacit – ha aggiunto – di riuscire a rispettare i limiti, la capacit di fare distinzioni, di non fare di tutta l’erba un fascio, di utilizzare tutti gli strumenti di indagine necessari e di far valere l’imperio della legge senza debolezze. Tuttavia, ha osservato Napolitano, la politica agli occhi di molti ha perso autorevolezza, credibilit . C’ stato un impoverimento culturale e morale delle forze politiche. C’ una reazione non solo di rigetto, ma di rigetto indignato, nei confronti della corruzione e del malaffare, che si trasforma in un rigetto della politica e dei partiti in toto. Per l’ex presidente della Repubblica, a proposito delle inchieste giudiziarie, che chiunque venga citato in una telefonata intercettata debba considerarsi colpevole eccessivo: qui sorge il problema della garanzia, dei diritti, della dignit e della privacy della persona.(ANSA).Giornate del Lavoro. Napolitano: ®L’Italia guarisce con il rispetto e il dialogo¯ Intervista al presidente emerito.Il sindacato soffre, perch il lavoro paga il prezzo pi alto della crisi. Certo, deve rinnovarsi, ma sa come affrontare i problemi dello sviluppo economico e sociale. Il governo apra al dialogo di rassegna.it?Non sono stato fuori dal Paese per nove anni, ci sono stato molto dentro e ho cercato di seguirlo non solo attraverso i canali istituzionali e l’esercizio dei poteri che la Costituzione mi conferiva, ma attraverso il massimo contatto possibile con tutte le espressioni vive della societ . Quindi avendo lasciato il Quirinale ho ritrovato il paese che avevo seguito ed un paese con dei problemi molto seri perch possiamo pur dire che sono via via venuti accavallandosi e quasi esplodendo problemi che ci siamo trascinati dietro per alcuni decenni. Ci sono molti nodi venuti al pettine, difficolt di padroneggiarli e ristabilire delle priorit , per si trattano di nodi ineludibili?. Lo ha detto il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, nell’intervista curata dal giornalista Rai Gerardo Greco e proiettata in apertura delle Giornate del Lavoro della Cgil a Firenze.?Il sindacato – ha continuato Napolitano – ha sofferto moltissimo delle conseguenze della crisi globale, ha sofferto molto perch chi ha pagato il prezzo maggiore di questa crisi stato il mondo del lavoro e non stato facile per i sindacati difenderlo. Uso questo verbo, perch naturalmente compito del sindacato difendere gli interessi dei lavoratori e difendere il lavoro in quanto tale. L’espressione posti di lavoro pu piacere, pu apparire superata, ma difendere chi ha un lavoro, lo ha perso, rischia di perderlo, lo cerca e non lo trova. Credo che il sindacato abbia finito per essere un po’ schiacciato sulla difensiva e questo a mio avviso un punto serio di riflessione?.?C sempre stato da chiedersi in che misura il sindacato poteva non solo rappresentare i lavoratori occupati ? ha spiegato il presidente emerito – , ma anche i senza lavoro, gli aspiranti al lavoro. E una ricetta non si ancora trovata. La chiave pu essere soltanto nella capacit del sindacato di affrontare dal suo punto di vista i problemi generali dello sviluppo dell’economia e della societ . Il sindacato italiano ha una grande tradizione di impegno e di ruolo effettivo sui problemi generali dello sviluppo dell’economia e della societ . Se si pu definire questo un ruolo politico, in senso lato, il sindacato diventa un soggetto politico. Non in senso stretto partitico o in sostituzione dei partiti, ma qualcosa di molto tipico della storia del sindacalismo italiano?.Secondo il presidente, il sindacato oggi molto combattivo nel difendere le conquiste del passato ?e questo un limite. Il mondo cambia e cambiano anche gli obiettivi in materia di diritti e di tutela. Perch abbiamo anche nel passato preso delle cantonate quando abbiamo pensato che una conquista era irrinunciabile. Quindi bisogna anche avere una grande sensibilit , apertura a cogliere quello che c’ di mutato, di pi difendibile, di rinnovato. Perci ho considerato interessante l’idea di lavorare ad un nuovo statuto dei diritti dei lavoratori. E’ qualcosa di pi convincente della difesa statica o in blocco dello statuto dei diritti dei lavoratori quale era?.Per fare ci, per, ? indispensabile un dialogo serio tra il governo e i sindacati. Non ho giudizi su come sia stato tentato questo dialogo o su come e perch non sia riuscito in certi momenti e certe questioni come il Jobs act. Cosa diversa pensare che sia possibile un ritorno a vere e proprie forme di concertazione. La concertazione ha avuto un posto d’onore anche nella storia delle relazioni sociali in Italia, quindi guai ad usare toni sprezzanti?. Per, ?sono cambiate tante cose, anche le esigenze dei tempi per le decisioni?. In ogni caso, ?il dialogo deve essere serio tra entrambe le parti, senza pregiudiziali, diffidenze o ostilit . Mi permetto di dirlo a tutti, anche al governo. E’ mancato un clima di dialogo.??Non possiamo farci facili illusioni, – ha continuato Napolitano – molto importante evitare la retorica. Io non ho nessuna difficolt a dire che la causa numero uno per cui battersi il lavoro, e anche a sposare la formula, che pu apparire desueta, ‘piena occupazione’. E’ una formula che compare nei trattati europei, perch stato anche un ideale tendenziale. E il diritto al lavoro, poi, figuriamoci. Ci siamo spesi per decenni sul dettato costituzionale di diritto al lavoro. Per bisogna fare i conti con la realt , e la realt un mondo radicalmente cambiato, il problema del lavoro cambiato. E’ cambiato tutto: come creare lavoro, investimenti che producano occupazione, quale occupazione, come deve cambiare la domanda di lavoro, oltre a stimolare l’offerta?.Un cambiamento non sempre in positivo, come nel caso dei migranti. ?In Italia ? ha aggiunto Napolitano – si sono logorati i valori di solidariet , in qualche modo ritorna anche la questione dell’unit nazionale dello stato, perch un presidente di un Regione non pu dare direttive ai prefetti e ai sindaci in tema di immigrazione. C’ molto disordina anche istituzionale. La solidariet si logorata perch abbiamo avuto in larga parte dell’opinione pubblica una regressione dei valori. E questo indubbio. Quindi c’ bisogno di un ritorno forte al senso della solidariet che deve valere in tutta Europa, non solo in Italia?.E questo vale anche per quanto riguarda le politiche di austerit . ?Certamente abbiamo esagerato o sono state politiche tendenzialmente indiscriminate. Perch c’ chi ne ha sofferto di pi e chi ne ha sofferto di meno o poco. Abbiamo avuto il dato gravissimo dell’allargamento dell’area della povert e delle disuguaglianze, che un grande tema mondiale, ma anche italiano, e non scindibile dal tema del lavoro. La prima e fondamentale disuguaglianza non garantire a molti, se non a tutti, il lavoro. Non bisogna per perdere di vista il fatto che il debito accumulato non ce lo toglie nessuno dalle spalle, e dobbiamo continuare a fare i conti con questo tallone d’Achille della nostra realt ?.Napolitano, ha poi concluso con una nota di speranza. ?Ci sono esempi di una solidariet che non si spenta, seppure assediata da posizioni che la negano ? ha detto – . Non lo dico per retorica, ma ho molta fiducia nelle generazioni pi giovani, che possano ripartire da capo nell’opera di rinnovamento della politica, delle istituzioni e della societ ?.
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