Continua l’allarme per la disoccupazione giovanile in Italia ed a livello internazionale. Pi di 35 milioni di giovani di et compresa tra i 16 ed i 29 anni, in tutti i paesi dell’Ocse non sono infatti occupati ma nemmeno impegnati in materia di istruzione o di formazione (Neet). Ed il nostro Paese fra i peggiori dell’area con poco pi della met dei ragazzi under 29 anni occupati. A tracciare lo scenario il rapporto sui Giovani e l’occupazione diffuso oggi a Parigi dall’Ocse. Per questo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico, devono fare di pi per dare ai giovani un buon inizio per la loro vita lavorativa e aiutarli a trovare lavoro. Un richiamo che tocca direttamente il nostro Paese l’Italia tra i Paesi dell’area Ocse quello che registra la maggiore disoccupazione giovanile, poco pi del 52% degli italiani fra i 25 e i 29 anni ha infatti un lavoro, contro una media dell’area al 73,7%. Meglio di noi fanno la Spagna con il 58,1% degli under 30 occupati la Slovacchia (66,9%). Il Paese che registra un pi alto livello di occupazione fra i giovani fra i 25 ed i 29 anni l’Olanda che si colloca in testa alla classifica con l’81,7% dei giovani occupati.(Adnkronos)Ocse, Italia penultima per occupazione giovanile. Aumentano i neet: sono il 26,09% degli under 30In Italia il tasso di occupazione dei giovani tra 15 e 29 anni sceso di quasi 12 punti percentuali tra il 2007 e il 2013, passando dal 64,33% al 52,79%, il secondo peggior dato tra i Paesi Ocse, dietro alla sola Grecia (48,49%). ? quanto risulta dall’ultimo Rapporto Ocse su Giovani e occupazione pubblicato oggi.L’Italia invece quartultima tra i Paesi Ocse per il tasso di occupazione nella fascia d’et 30-54 anni, sceso dal 74,98% del 2007 al 70,98% del 2013. Il nostro Paese, sottolinea l’organizzazione, ha uno specifico problema di disoccupazione giovanile, in aggiunta a uno pi generale, a causa di condizioni sfavorevoli e debolezze nel mercato del lavoro, e nelle istituzione sociali ed educative.L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico rileva anche che un boom tra i giovani neet italiani, acromino di Not (engaged) in Education, Employment or Training, vale a dire giovani non occupati n iscritti a scuola o in apprendistato. In Italia i neet sono il 26,09% degli under 30, quarto dato pi elevato tra i Paesi Ocse. All’inizio della crisi, nel 2008, erano il 19,15%, quasi 7 punti percentuali in meno.Tra neet italiani, il 40% ha abbandonato la scuola prima del diploma secondario superiore, il 49,87% si fermato dopo il diploma e il 10,13% ha un titolo di studi universitario. La percentuale pi elevata tra le femmine (27,99%) che tra i maschi (24,26%). fonteÿ huffingtonpost.itÿ
95 2 minuti di lettura