La crisi ha colpito duro la forza lavoro del turismo: nel 2013 secondo gli ultimi dati Inps disponibili c’ stato -4,1% di lavoratori dipendenti rispetto al 2012 e anche i dati forniti da Federalberghi per il 2014 e per i primi mesi del 2015 non sono positivi. Ma – denuncia Bernab Bocca – il numero di occupati potrebbe facilmente lievitare, a tutto vantaggio dell’economia nazionale, se ci fosse davvero una politica del turismo che dal ’45 ad oggi il nostro Paese non ha mai visto n realizzata n perlomeno seriamente impostata.Secondo i dati Inps nel 2013ÿ – lo si legge in Datatur 2015, una pubblicazione di Federalberghi che fotografa in sintesi il settore nelle sue varie sfaccettature presentata oggi a Como – si registrato un -4,1% di lavoratori dipendenti nel settore del turismo rispetto al 2012. Il comparto ricettivo con una media annua di oltre 222 mila occupati (su un totale di oltre 957 mila unit ), ha segnato un calo del 4,3%. Nel dettaglio della tipologia di lavoro i servizi ricettivi sono stati composti da 170 mila lavoratori full time e quasi 52 mila lavoratori part time. I lavoratori stranieri impegnati nei servizi ricettivi nel 2013 sono stati quasi 60 mila. In generale le donne sono state 144 mila rispetto ai quasi 88 mila uomini. Le regioni col maggior numero di occupati nell’intero settore stata la Lombardia con quasi 175 mila lavoratori seguita dall’Emilia Romagna con oltre 98 mila occupati, dal Lazio con oltre 96 mila e dal Veneto con oltre 95 mila.ÿTurismo: Federalberghi, forte calo a primavera -1,5%, l’estate un’incognitaIl modesto rialzo (+0,8) delle presenze del primo quadrimestre negli alberghi italiani non induce all’ottimismo gli operatori, assai preoccupati dal forte calo dell’1,5% registrato a primavera. A lanciare l’allarme Bernab Bocca, durante la 65a assemblea di Federalberghi: E’ un dato che lascia incognite in vista dell’estate. fonte Ansaÿ
83 minuto di lettura