1ø maggio, Festa del lavoro (Pd di Fucecchio permettendo) di Maurizio Brotini

A chi appartiene la giornata del 1ø Maggio, Festa del Lavoro? Giornata di Festa e di Lotta, in questa lunga fase soprattutto di lotta. Di lotta per il lavoro e per i diritti di chi lavora. Di lotta contro le politiche economiche e sociali di questo Governo, presieduto dal Segretario del PD Matteo Renzi, culminate con l’abolizione dell’articolo 18, architrave dello Statuto dei Lavoratori, simbolo della libert… e dignit… del lavoro.La domanda potrebbe apparire banale e finanche oziosa ma, vista la contestazione da parte del gruppo dirigente del PD di Fucecchio del Comizio del 1ø Maggio tenuto dalla CGIL, forse non inutile. Appartiene forse ad un Partito, in questo caso al PD? Appartiene forse alle Istituzioni, in questo caso al Sindaco del paese che ha dato i natali a Giuseppe Montanelli, triunviro assieme al Guerrazzi ed al Mazzoni nel governo provvisorio toscano dopo la fuga del Granduca?No. Il 1ø Maggio appartiene al movimento operaio, alla fitta schiera dei lavoratori (nella sua molteplice e storicamente determinata manifestazione di occupati, disoccupati, esodati, precari, flessibili, falsamente autonomi e financo partite iva).Tutti gli altri sono ospiti. Graditi se del movimento del lavoro rappresentano coerentemente bisogni, valori, vicinanza nelle lotte e riconoscimento del ruolo progressivo svolto dalle Organizzazioni Sindacali. Inopportuni in caso contrario. E finch‚ le Organizzazioni Sindacali avranno il consenso dei lavoratori e delle lavoratrici sono loro le interpreti del 1ø Maggio. Interpreti e portavoci, perch‚ il movimento del lavoratori Š cosa ben pi— ampia delle singole Organizzazioni Sindacali, anche della stessa CGIL, che pur ne organizza la maggior parte. E se il 1ø Maggio appartiene ai lavoratori ed alle lavoratrici solo a loro spetta il diritto di contestare, eventualmente, nei Comizi e nelle piazze l’operato e gli interventi di chi li rappresenta o dovrebbe rappresentare.Che questo sia chiaro. Se Amministratori locali e gruppi dirigenti di partiti di Governo, in questo caso del PD di Fucecchio, si permettono non solo di contestare in piazza i Comizi del 1ø Maggio ma si arrogano e ribadiscono – anche a freddo – la pretesa di decidere loro cosa sia lecito dire o non dire rispetto alle azioni del Governo da parte delle Organizzazioni Sindacali, manifestano scarsa conoscenza storica, scarsa sensibilit… democratica ed una pulsione censoria deprecabile rispetto al pluralismo delle idee e delle opinioni. Anche nella piazza del 1ø Maggio a Empoli si sono infatti manifestate, seppur con modi diversi, le stesse dinamiche, gli stessi atteggiamenti, le stesse pulsioni.E? utile probabilmente ricordare che l’Empolese-Valdelsa ha una doppia specificit…: un territorio con un altissimo tasso di renzismo all?interno del PD dopo esser stato robustamente bersaniano (interessante terreno di applicazione della categoria politica del trasformismo delle classi dirigenti sulla scorta delle riflessioni di Gramsci), luogo di provenienza di parte significativa del potere renziano, regionale e nazionale e, contemporaneamente, territorio con _un altissimo tasso percentuale di adesione alla CGIL da parte di lavoratori attivi e pensionati. Una CGIL di zona che traduce coerentemente e con passione le analisi, i giudizi e le iniziative dell?organizzazione a livello pubblico e di massa, tra i lavoratori ed i cittadini, chiamando la sfera della politica a misurarsi sulle proprie autonome proposte.Si tratta dunque di un deprecabile incidente non pienamente compreso nella sua portata da parte di chi lo ha compiuto o si Š in presenza di spie e segnali di qualcosa di pi— profondo? Il trasformismo corre forse il rischio di incrociare un?altra categoria gramsciana come quella del sovversivismo delle classi dominanti?Se questa fosse una manifestazione sostanziale della trasformazione in atto del partito di Matteo Renzi nel costituendo Partito della Nazione ci sarebbe da essere sinceramente preoccupati. Per parte nostra, con intelligenza e passione, con garbo e determinazione, continueremo a dire ed a fare nell’interesse di chi rappresentiamo, della parte migliore di questo Paese, per una prospettiva di progresso che come sempre – e la nostra storia lo dimostra – parla e si rivolge all?intero Paese. A testa alta e schiena dritta. Perch‚ noi siamo la CGIL.

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