Una giornata di stop con la chiusura degli studi per lo sciopero confermato del 19 dei medici di famiglia ed un maggio che si annuncia ‘caldissimo’, tra mobilitazioni e campagne informative indirizzate ai cittadini. I medici di famiglia scendono in campo e annunciano battaglia perch, avvertono, a rischio la stessa sopravvivenza della figura del medico di base. Per questo, ha spiegato oggi in conferenza stampa il segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo, da domani parte la campagna ‘Io non vado col primo che capita. Il mio medico di famiglia lo scelgo io’ per dire ‘no’ alla abolizione del medico di famiglia. E’ infatti proprio questa la prospettiva inevitabile e che si realizzer nei fatti a causa delle politiche delle Regioni, mirate – afferma – a limitare la professionalit e libert del medico nel suo rapporto di fiducia con i pazienti e guidate solo da criteri economicistici e di bilancio. Paradossalmente, spiega, si arriver al punto in cui a ‘curare’ il paziente sar il burocrate regionale che, imponendo limitazioni a tavolino, impedir al medico di esercitare liberamente la propria professione nell’interesse del paziente: Magari il medico riterr necessario prescrivere un numero X di esami e farmaci, ma sar costretto a prescriverne solo alcuni per i limiti di bilancio imposti, e gli altri dovr pagarseli il cittadino. Tutto ci a fronte dello stallo delle trattative per il rinnovo della convenzione della categoria con il Servizio sanitario e nessuna convenzione – avverte la Fimmg – significa nessuna garanzia per la libert di scelta del cittadino e per la libert di curare del medico, significa impossibilit di sanzionare la parte regionale eventualmente inadempiente nei confronti dei medici e dei diritti dei cittadini e significa non riorganizzare la Medicina di famiglia secondo criteri di migliore corrispondenza con i bisogni dei cittadini. Rivendicazioni che non hanno nulla di economico: La Fimmg non chiede, in questo particolare momento del Paese, aumenti di stipendio per i medici, ma che i professionisti siano messi nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie capacit assistenziali, precisa Milillo. Da qui lo sciopero e la campagna di mobilitazione: dal 18 maggio le citt saranno ‘tappezzate’ di maxi manifesti per informare i cittadini sulle ragioni della protesta. Si entrer nel vivo gi domani e domenica con la manifestazione ‘Studi aperti’ nei week end, in occasione della quale verranno aperti al pubblico alcuni ambulatori nelle varie province ed i medici illustreranno ai pazienti quali sono i rischi che sta correndo la medicina generale. L’iniziativa sar replicata il 23 e 24 maggio. Inoltre sar lanciata online una petizione diretta al Premier, ministro della Salute e presidenti delle Regioni. La protesta avr il suo culmine con lo sciopero nazionale del 19 maggio: gli studi saranno chiusi dalle 8 alle 20, ma verranno garantite le urgenze (visite domiciliari urgenti, assistenza domiciliare integrata). Si fermeranno anche i medici di continuit assistenziale (ex guardia medica) dalle 20 alle 24, garantendo le urgenze. Mobilitazioni e sciopero – conclude Milillo – sono l’unica strada percorribile in un momento in cui sembrano in discussione le coperture dei servizi essenziali, tra cui la sanit . (ANSA).
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