Sciopero e presidio davanti ai cancelli di Nuovo Pignone. Nella fabbrica che tira, investe e assume non tutto fila liscio e un`ottantina di lavoratori dell`indotto sale sulle barricate della protesta per dire no a un cambio di appalto che mette in pericolo i loro diritti e anche una parte della loro busta paga. Con la complicit del Jobs Act, ossia delle nuove norme sul lavoro varate dal governo Renzi. Si tratta dei lavoratori che si occupano della fase di imballaggio dei macchinari prodotti da Pignone-Ge Oil&Gas, dipendenti che stanno per essere trasferiti, imballati si po- trebbe dire, da una ditta all`altra in un gioco di alternarsi di sub-appalti in cui non facile orientarsi. Ma con un effetto concreto per i lavoratori: la cancellazione (o il tentativo di cancellazione) dei diritti acquisiti e un sensibile taglio alla retribuzione: si parla di 60-70 euro al mese almeno. Da qui la protesta e lo sciopero, a cui seguito un lungo incontro fra le parti per cercare di trovare un accordo. Ricostruisce Roberto Venturini, segretario della Fillea Cgil: questi operai, 50 circa con contratto a tempo indeterminato, gli altri 30 a tempo determinato, quasi tutti di Massa o della provincia, erano alle dipendenze di una ditta di Caserta, la Tva Imballag- gi Srl. di Marcianise (Caserta), con filiale in via Dorsale a Massa. Tva poi uscita dall`appalto e i lavoratori sono stati tutti licenziati, ma per essere subito ri-assunti dalla ditta subentrante. L`appalto di questo ramo di attivit di Pignone passato al Consorzio Toscana Logistica con sede a Firenze, che ha a sua volta girato l`appalto prima affidato a Tva a una terza azienda, la Fc Imballaggi di Benevento. Ed questa l`azienda, spiega ancora il segretario della Fillea, che si impegnata a riassumere queste maestranze. Con qualche garanzia in meno, per. In sostanza, accettando il nuovo contratto proposto dalla ditta subentrante, gli operai non avrebbe- ro pi la tutela dell`articolo 18 (abolito per i neo assunti) e sarebbero dunque pi facilmente licenziabili. Perderebbero inoltre altri diritti relativi a ferie e permessi si ritroverebbero, anche, con una busta paga pi magra. Cos, gli operai hanno detto no e hanno incrociato le braccia. ®Un attacco ai diritti acquisiti non accettabile. Con questa manovra, l`azienda pu anche arrivare al licenziamento ¯, dice la segreteria della Fillea Cgil, che ha comunque chiesto, con la mediazione dei dirigenti di Nuovo Pignone, l`avvio di una trattativa. Le parti hanno aperto dunque un confronto che fino a ieri sera, tuttavia, non ha portato a un accordo. (c. f.)Il gigante Ge Oil&Gas investe ancora, ma…Un piano di assunzioni per 120 addetti (anche se soltanto 10 saranno assunte direttamente dal Nuovo Pignone), investimenti dell`ordine dei 12 milioni di euro solo per il progetto Zadco (in viale Zaccagna ad Avenza) per la costruzione di nuove turbine destinate, stavolta ai paesi arabi. E, ancora, esportazioni per 1,4 miliardi di euro, 330 dipendenti diretti, un indotto almeno altrettanto esteso. Sono i numeri di Ge Oil & Gas, la multinazionale che oggi uno dei principali traini dell`economia della provincia di Massa Carrara. una realt industriale in cui, come tendenza generalizzata, buona parte della produzione affidata a ditte esterne. da Il Tirreno
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