Il non avere predisposto un apposito canale umanitario e la soppressione di mare nostrum condizionano, pesantemente, le condizioni di vita e di lavoro degli addetti alla sicurezza del nostro Paese alla luce degli oltre 26 mila migranti sbarcati dall’inizio dell’anno ? dichiara in un comunicato il segretario del Silp Cgil Daniele Tissone.Oltre a quanto sta accadendo in queste ore, corre l’obbligo di denunciare l’impiego del personale di Polizia che avviene in condizioni di non sicurezza e di disagio alla luce dei molteplici impieghi affidati, in questi giorni, al nostro personale.Per Tissone, il trasferimento avvenuto sabato 18 aprile di circa 170 stranieri a bordo di un aliscafo da Trapani a Vibo Valentia con sole 8 unit di scorta della Polizia di Stato ricalca quanto avvenuto il 16 Aprile quando, con una nave militare, sono sbarcati al porto di Trapani ben 580 stranieri, recuperati in acque internazionali, circa 300 di essi sono stati pertanto trasferiti a bordo di 6 pullman a Bologna, Torino e Treviso con un carico di donne incinte e di bambini, anche qui, con un numero insufficiente di personale addetto alla sicurezza e sorveglianza.Trasferimento, per Tissone, senza alcuna scorta di Polizia, quindi solo con gli autisti a bordo. Ulteriori 40 persone sono peraltro giunte su di un pullman a Pasquetta ed altre 50 mercoled scorso da Palermo citt ’ dove sono ancora in corso gli accertamenti relativi all’affogamento volontario di decine di persone. ?Esistono numerosissime difficolt che non consentono, peraltro, una identificazione immediata della gran mole di persone fino ad oggi sbarcate sulle mostre coste ? continua Tissone ?. A Siracusa sono arrivati, nei scorsi giorni, un migliaio di migranti a seguito di ben tre sbarchi, ad ogni sbarco le forze di Polizia fermano, in media, circa 10 scafisti ogni 500 clandestini?.?Anche il 16 aprile sono arrivati, con una nave militare, circa 200 migranti con circa una quarantina di minori. Sono stati identificati come meglio si poteva a causa della scarsit di uomini presenti sul luogo (la Polizia, oggi massicciamente impiegata per Expo 2015 e gi in queste ore aliquote importanti stanno per essere inviate a Milano, successivamente avremo gli impegni di Torino e del Giubileo con organico sempre pi sottodimensionato che determiner turni massacranti e ulteriori sacrifici personali). Ieri il personale di Polizia ha seguito le operazioni di sbarco di circa 460 migranti giunti, anche questi, con una nave militare a Siracusa?.?A Ragusa, prosegue Tissone, il 16 pomeriggio e’ giunta in rada la nave militare Fiorillo con 301 migranti a bordo. Il Cpsa di Pozzallo strapieno con ben 350 persone all’attivo e mancano i mezzi per trasferire altrove gli ospiti poich quelli messi a disposizione risultano essere ancora impegnati in altri trasferimenti in regioni del centro nord?. In queste ore anche Catania e le forze di Polizia del luogo si apprestano a vivere la loro emergenza senza che ? conclude Tissone ?giungano aiuti e interventi adeguati che permettano una organizzazione degli eventi in atto tale da poterci consentire di essere all’altezza dell’emergenza attualmente in corso; anche in questa occasione le forze di Polizia tamponano situazioni che andrebbero gestite con maggior senso di responsabilit alla luce del dramma umanitario in atto che ha ormai raggiunto dimensioni eccezionali. da rassegna.itBasta morti nel Mediterraneo. Fermare la strage subito.Nota Stampa di Roberta Turi, Segreteria Nazionale Fiom e Stefano Maruca, Ufficio Internazionale FiomIl dramma delle migliaia di morti in mare – prevedibili e cinicamente attese dalla ignavia delle nazioni europee – ci toglie il fiato, ma non possiamo rimanere in silenzio. Non occorre cercare parole ad effetto di fronte a tanto orrore, che in fondo l’orrore della guerra nelle sue molteplici facce e versioni. Le guerre sante e le guerre giuste, le guerre difensive e le guerre per la democrazia, le guerre per il petrolio e per l’acqua, le guerre economiche e geopolitiche: le guerre e basta.Non sappiamo da quale di queste guerre stessero fuggendo ciascuna delle persone (persone non migranti o clandestini) che sono affogate in mare, ma sappiamo quali siano le responsabilit che hanno i paesi europei e quelle che chiamiamo democrazie occidentali nell’averle determinate, quando non direttamente promosse e dichiarate.Per questo motivo semplicemente intollerabile che ora i governi e la maggior parte delle forze politiche di tutta Europa dichiarino guerra ai profughi e ai disperati in fuga dai paesi devastati da queste guerre.Possiamo e dobbiamo discutere dell’inadeguatezza delle politiche europee sull’immigrazione e della follia di affrontarle principalmente come un problema di ordine pubblico. E’ chiaro a chiunque non sia in palese malafede che l’immigrazione illegale alimentata dalle leggi xenofobe e dagli ostacoli legali e burocratici che impediscono un’immigrazione regolare e sicura. N vale ricordare che l’immigrazione via mare in Europa solo il 2% di quella totale.Oggi per il problema di altra natura e chiama in causa la responsabilit italiana ed europea nel non permettere che centinaia di persone muoiano in mare per colpevole omissione di soccorso da parte e di chi potrebbe e dovrebbe prestarlo.Con la missione ?Mare Nostrum? le vittime nei primi tre mesi del 2014 erano state 96, con il passaggio alla operazione ?Triton? – che ha abbandonato la mission di salvataggio e soccorso per un pattugliamento di respingimento – siamo a oltre 2.000 vittime. Per questo urgente ripristinare immediatamente una operazione con la finalit esplicita di prestare soccorso in mare a tutti coloro che ne hanno bisogno; possibilmente in ambito europeo, ma in assenza di una decisione in tal senso anche solo come Italia.Sono sicuramente molte le cose che si possono fare per ricostruire condizioni vivibili nei paesi dilaniati da guerre e crisi economiche, ma quello che dobbiamo fare subito salvare la vita e dare un’accoglienza umanitaria e solidale alle migliaia di profughi che rischiano la vita mettendola nelle mani di trafficanti senza scrupoli.La difesa della vita umana va messa al primo posto di qualunque tipo di missione e di intervento nel Mediterraneo. La propaganda xenofoba e razzista va sconfitta con azioni concrete ed efficaci che ridiano senso al concetto di paesi democratici e con la mobilitazione di tutti coloro che non rinunciano ad affermare la propria umanit e solidariet contro l’egoismo e il razzismo.La Fiom, condividendone profondamente le ragioni e le proposte, aderisce alla mobilitazione nazionale del 21 aprile e invita lavoratrici e lavoratori a partecipare alle iniziative che si terrano nelle citt italiane. A Roma l’appuntamento a partire dalle ore 14,30 davanti a Montecitorio.
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