Morte caporeparto Lucart per mano collega lavoro: Slc Cgil Lucca, per quanto ci risulta fatto non riconducibile al lavoro

La Segreteria provinciale della SLC CGIL di Lucca, colpita profondamente per il dramma che ha coinvolto due lavoratori della Lucart esprime la propria costernazione per quanto accaduto, che per quel che ci risulta Š inspiegabile e non riconducibile a motivi di lavoro.In attesa che le autorit… possano chiarire le motivazioni, esprimiamo il nostro dolore e cordoglio alla famiglia di Francesco Sodini e in particolare alla moglie e ai figli.Pur evidente la responsabilit… del fatto non possiamo non sentirci vicini ad entrambe le famiglie coinvolte dall’immane tragedia e rivolgere loro un abbraccio fraterno.La Segreteria provinciale SLC CGIL di LuccaL’AZIENDAUccide caporeparto: Lucart, sconvolti e increduli, Š assurdo Caporeparto stimatissimo, operaio modello, nessun licenziamentoSconvolti ed increduli. Questi sono gli stati d’animo condivisi da tutto il personale del gruppo Lucart e dalla propriet… per il tragico evento di questa mattina, che ha provocato la scomparsa di un collaboratore stimatissimo da tutti. Francesco Sodini era in azienda da 30 anni, nei quali si era sempre distinto per dedizione, competenza, correttezza e seriet…. E’ quanto si legge in una nota dell’azienda cartaria Lucart dopo l’omicidio di stamani. Siamo tutti sconvolti per l’assurdit… di quello che Š accaduto ed increduli per le persone che ne sono state coinvolte – afferma Massimo Pasquini, amministratore delegato del Gruppo Lucart -. Mai, in nessun modo, erano emersi in azienda elementi che potessero far presumere un’esplosione di violenza da parte di un operaio modello, anche lui nostro collaboratore da oltre 25 anni. Nessuna ipotesi di riduzione di personale lo aveva visto coinvolto n‚ lo avrebbe coinvolto in futuro. Ci stringiamo alla famiglia di Francesco alla quale manifestiamo il nostro cordoglio ed il nostro affetto pi— sincero in questo momento di grande dolore. Un pensiero di umana vicinanza e comprensione va anche ai familiari di Massimo Donatini, il nostro dipendente che si Š costituito.(ANSA).Uccide caporeparto: lavoratori, incredulit… e sconcerto Omicida ‘non rischiava il posto, era un bravo caldaista’Incredulit… e sconcerto sono i sentimenti diffusi tra i dipendenti della cartiera lucchese che conoscevano bene sia il caporeparto ucciso che l’operaio che gli ha sparato. Da noi non c’Š ombra di crisi, dicono alcuni senza voler essere citati. Massimo Donatini che aveva paura di essere licenziato e per questo ha sparato al suo capo Š descritto come un bravo caldaista che non ha mai dato problemi e non Š mai stato raggiunto da richiami o sanzioni. Era un lavoratore disponibile e non rischiava proprio nulla, dicono i colleghi. (ANSA).Uccide caporeparto: vittima responsabile settore caldaieIl caporeparto ucciso stamani a Lucca era responsabile del settore caldaie negli stabilimenti di Diecimo e Porcari delle cartiere del gruppo Lucart. E’ quanto si apprende da alcuni dipendenti delle cartiere rimasti scioccati dall’omicidio. Massimo Donatini che stamani ha ucciso a colpi di pistola il suo caporeparto Francesco Sodini lavorava nello stabilimento di Porcari che conta alcune centinaia di dipendenti. In tutto, il gruppo Lucart ha pi— di mille lavoratori. La crisi, spiega chi lavora nelle cartiere, si Š fatta sentire anche nel settore ma per gli stabilimenti Lucart non ci sono situazioni di gravi difficolt…. Al 31 marzo scorso si Š chiusa una procedura di mobilit… su base volontaria che ha interessato una sessantina di persone nei tre stabilimenti.Uccide caporeparto: Cisl, fatto inspiegabile,nessuno screzioE’ un fatto inspiegabile: cos il segretario Cisl di Lucca per il settore cartario, Federico Fontanini, parla dell’omicidio del caporeparto da parte di un operaio che lavorava come caldaista nello stabilimento Lucart di Porcari. Siamo ancora increduli, non ci risultavano screzi o rancori, afferma sottolineando che non potevano esserci preoccupazioni per un licenziamento: Non Š una piccola azienda, ci sono relazioni sindacali e non ci sono timori di essere licenziati. Il sindacalista parla dell’operaio che ha ucciso il suo capo reparto come di una persona che non aveva mai mostrato un carattere violento, un padre di famiglia. I compagni di lavoro non sono a conoscenza di eventuali screzi e non sanno darsi una spiegazione, parlano di due persone normali, sottolinea Fontanini. (ANSA).

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