La Toscana non una regione a rischio ma non nemmeno un’isola felice. Come stato detto anche altre volte in passato, la criminalit organizzata in Toscana si manifesta in modi ben determinati che attualmente consistono in una fase intensa di riciclaggio e reinvestimenti. Lo ha detto il capo del centro operativo della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Firenze, Stefano Buselli, a margine della sigla di un accordo con la Regione Toscana, sul tema della legalit negli appalti pubblici. Buselli ha ricordato che tra l’anno scorso e i primi mesi del 2015 sono stati registrati quattro casi di infiltrazioni malavitose negli appalti pubblici toscani in particolare nei territori di Pisa, Grosseto e Massa. Un campanello d’allarme. L’esponente della Dia ha comunque specificato che nel 90% dei casi le verifiche permettono di ritenere che le situazioni sono assolutamente nel rispetto della legalit . Laddove emerge qualcosa di diverso, grazie all’emanazione dei relativi provvedimenti dei prefetti si pu giungere a revocare i contratti, e quindi le ditte devono interrompere i lavori. (ANSA).Corruzione: Rossi, l’attenziuone alla ‘questione morale’ si molto attenuataSono d’accordo, ad esempio, con l’inasprimento delle pene, giusto che i reati come quelli di corruzione siano paragonati ai peggiori reati, come quelli di mafia, in modo che chi si avventura su questa strada sia duramente colpito. Mi verrebbe per da aggiungere che occorre anche una capacit di selezione del personale politico da parte delle forze politiche, in modo che sia pi attenta e puntuale da certi punti di vista, e stabilire forme di controllo sociale. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi a margine di un’intesa con la Dia, parlando con i giornalisti sulle norme anticorruzione varate dal Governo. Per Rossi serve anche attenzione a quella che un giorno era chiamata questione morale e che nell’ultimo periodo si andata a perdere o si molto attenuata.(ANSA).
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