Il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, commenta l’accordo per il rinnovo. Con questa intesa abbiamo sconfitto la linea di chi, in Abi, aveva puntato alla disdetta e alla disapplicazione del contratto?Con l’ipotesi di intesa raggiunta per il rinnovo del contratto nazionale dei circa 309 mila bancari, abbiamo sconfitto la linea di chi in Abi aveva puntato alla disdetta e alla disapplicazione del contratto?. E’ quanto ha affermato il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, in una nota diffusa dopo l’accordo. Il segretario ha sottolineato ?la riconquista di un contratto di lavoro che all’insegna della difesa, netta e chiara, dell’area contrattuale e degli inquadramenti professionali, condizione per difendere l’occupazione e rilanciare la contrattazione?.Il numero uno della categoria dei lavoratori del credito della Cgil fa sapere che ?ora tale ipotesi di intesa sar sottoposta anzitutto al Direttivo nazionale della Fisac, che dovr dare il mandato all’ipotesi stessa, e alle assemblee di tutti i lavoratori interessati da realizzare entro il 15 giugno e ai quali verr chiesto il mandato per sottoscrivere l’accordo?. Nel merito, Megale osserva: ?L’ipotesi di intesa, pur in un contesto di difesa dell’impianto contrattuale, introduce elementi di innovazione che guardano in modo particolare ai giovani e all’occupazione. Ai giovani che, con la riduzione dal 18% al 10% del salario di ingresso, avranno un incremento salariale mensile di circa 175 euro pro capite, che si aggiungono agli 85 euro a regime di aumento contrattuale?.Il tema giovani, inoltre, prosegue il dirigente sindacale, ? una netta inversione di tendenza: rispetto agli ultimi vent’anni, infatti, i giovani rappresentano una priorit e questo spiega ci che chiamiamo essere un’anima sociale del contratto, capace cio di dare risposte in termini solidaristici, anche con gli impegni di riconversione del fondo per l’occupazione giovanile, per sostenere le politiche di reimpiego di tutti coloro che hanno perso il lavoro e stanno nel fondo emergenziale, nonch i lavoratori licenziati per motivi economici?. Megale rileva poi come sia ?di grande importanza la dichiarazione delle parti, prevista nell’ipotesi, che garantisce agli attuali occupati il mantenimento delle vecchie tutele, sia in caso di cessioni individuali del rapporto di lavoro che di cessioni collettive, vedi NewCo, fusioni o cessioni di ramo d’impresa?.Questi risultati, aggiunge il numero uno della Fisac, ?sono stati possibili grazie alla straordinaria mobilitazione e tenuta dei lavoratori e delle lavoratrici nello sciopero del 30 gennaio scorso e grazie all’unit di tutto il sindacato?. Con l’ipotesi di oggi, infine, ?viene sconfitta non solo la logica di chi vuole eliminare i contratti nazionali ma anche la politica di chi immaginava di destrutturare l’area contrattuale espellendo tra le 50 e le 60 mila persone. Area contrattuale che tiene e viene pienamente difesa, avendo respinto anche gli ultimi tentativi nel corso di quest’ultima due giorni di far rientrare dalla finestra ci che non era passato dalla porta. Ora la parola dovr passare alle centinaia di migliaia di assemblee, diffuse, capillari e partecipate, nelle quali ai lavoratori verr chiesto il mandato per andare alla firma dell’ipotesi di contratto nazionale?, conclude Megale. da www.rassegna.itÿ
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