Ci stanno raccontando di una ripresa che non c’. Si fa a gara a chi pi ottimista sull’uscita dalla crisi. Cos il leader Cgil, Susanna Camusso, torna a sottolineare la gravit della situazione dal punto di vista occupazionale, presentando uno studio del sindacato sull’evasione. Dal punto di vista dell’occupazione non c’ nulla di significativo, anzi i segnali sono tutt’altro che di ripresa, aggiunge. E se anche c’ qualche grande impresa che assume, certo festeggiamo ma ce ne sono altre, molte altre e in aumento, che chiudono, prosegue.Per entrare dunque in una stagione differente occorre finalizzare sul mercato del lavoro tutte le risorse recuperabili dall’evasione fiscale. Un investimento che avrebbe forti ritorni economici nonostante quello che continua a pensare la Ragioneria dello Stato.Una valutazione che si fonda su dati eloquenti di uno studio realizzato dalla Cgil con Tecne’ e il Cer. Ogni anno in Italia si evadono dai 250 ai 290 miliardi di euro. Circa 180-210 miliardi solo dall’economia sommersa e da quella informale mentre le attivit illegali, dalla prostituzione all’usura, ‘fatturano’ tra i 70 e gli 80 mld di euro. Il mancato gettito ammonta a 85-100 mld di euro. (Adnkronos)Produzione industriale, i dati Istat: a gennaio calo dello 0,7% su meseMale la metallurgia, bene il settore auto Produzione industriale, i dati Istat: a gennaio calo dello 0,7% su mese L’istituto di statistica registra una flessione dello 0,7% rispetto a dicembre e del 2,2% rispetto all’anno precedente, anche per effetto dei molti ponti ferie: Andamenti altalenanti e non continui Tweet Un operaio al lavoro Lavoro. Istat: Il 70% dei posti persi dal 2008 al Sud Pil, Istat conferma: crescita zero nel quarto trimestre 2014, -0,5% annuo Dati Istat. Poletti: Segnali incoraggianti sul fronte degli occupati Istat. Nel 2014 Pil sotto i livelli del 2000: -0,4% rispetto al 2013 Istat, ritorno alla crescita nel primo trimestre del 2015 per l’Italia Roma 10 marzo 2015La produzione industriale torna a calare. A gennaio l?Istat ha registrato una diminuzione dello 0,7% rispetto al mese precedente e del 2,2% rispetto a gennaio 2014. Numeri che evidenziano la fragilit dell?economia italiana, anche se collegati ai molti ponti ferie del primo mese dell’anno. Male la metallurgia, bene il settore auto Le diminuzioni maggiori si registrano per la metallurgia e la fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-8,1%), per le industrie tessili, l’abbigliamento, le pelli e gli accessori (-5,7%) e la fabbricazione di macchine e attrezzature n.c.a. (-5,0%). I maggiori aumenti tendenziali sono invece nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+16,1%), nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+4,3%) e delle altre industrie manifatturiere, nella riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+4,3%). Brilla il comparto autoveicoli, cresciuto del 35,9% rispetto all?anno precedente. Andamenti altalenanti e non continui A parte per la fabbricazione dei mezzi di trasporto, la produzione industriale mantiene andamenti altalenanti e non continui, osservano i tecnici dell’Istat. Non vale pi il detto che se va bene la Fiat va bene l’Italia – aggiungono – almeno non per adesso. L’effetto dei ponti Secondo l’Istat, a contribuire alla frenata sono stati anche i ponti di ferie di gennaio: molte imprese infatti li hanno sfruttati tenendo chiusi gli impianti. Il mese di gennaio di quest’anno – spiega Mauro Politi, direttore delle statistiche economiche congiunturali dell’Istat – stato segnato da diversi ponti di ferie che hanno limitato l’apertura delle imprese. Molte aziende infatti hanno usufruito dei ponti per tener chiusi gli impianti. Il dato della produzione industriale del -2,2% non tiene conto di questo aspetto, ma solo del calendario. Associazioni dei consumatori preoccupate Secondo Federconsumatori e Adusbef, i dati Istat sul calo della produzione industriale impongono di metter da parte ogni ottimismo. Tale andamento continua ad avere ripercussioni drammatiche sulle famiglie e sull’occupazione affermano in una nota dove sottolineano che i consumi sono diminuiti, nell’ultimo triennio, di 78 miliardi. Di fronte ad una situazione simile evidente che i soliti annunci e incoraggiamenti all’ottimismo non bastano. ? indispensabile avviare immediatamente e con urgenza provvedimenti in grado di dare una vera e propria svolta all’economia con un piano straordinario per il lavoro, dichiarano i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.Fisco: Camusso, no a condoni e soglie impunita’ falso bilancioC’e’ un pezzo consistente dell’economia, piccola e grande, che gioca su forme di illegalita’ a tassi piu’ o meno significativi. Bisogna evitare di costruire strumenti che ripercorrono la logica del condono. E’ quanto ha affermato la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, in occasione di uno studio della Fondazione Bruno Trentin su ‘L’Economia non osservata’. Sempre parlando di fisco, Camusso ha bocciato qualsiasi ipotesi di introdurre una soglia di impunita’ al reato di falso in bilancio facendo pero’ presente che le sanzioni devono essere commisurate alle violazioni. Commentando nel particolare lo studio della Fondazione Bruno Trentin, Camusso ha rilevato come gran parte dell’evasione viene dal mondo dei servizi di piccole e piccolissime aziende e non dalle grandi multinazionali e, pertanto, bisogna cambiare passo. Riguardo specificamente al dibattito sul falso in bilancio, Camusso ha sottolineato che se uno vuole intervenire al fine di ridurre e abolire ‘l’economia non osservata’ deve intervenire sulle norme tracciando una linea tra legittimita’ e illegittimita’. Insomma, Camusso ha chiarito che la soglia legittimita’ e illegimita’ non e’ un concetto e non si possono giustificare comportamenti illeciti. (AGI)
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