‘La Legge non ignori la Delibera di riferimento, molte cose che erano li previste devono essere ancora attuate. No alla politica del carciofo’Del riordino istituzionale ed organizzativo del Servizio Sanitario Toscano (SST) di cui ormai si parla da molte settimane la cosa che certamente nota ai pi che le Asl da 11 dovrebbero diventare 3, cui vanno aggiunte le 3 Aziende Ospedaliere UniversitarieLa Cgil, insieme alla categoria del Pubblico Impiego e ai pensionati dello SPI, fin da subito ha detto che a fronte dei continui tagli ai fondi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) una riorganizzazione ci stava, ma non a prescindere. Se le ASL devono essere tre per evitare pericolosi accentramenti, bisogna rafforzare e strutturare l?attivit sanitaria locale, lo prevede espressamente e prioritariamente del resto la Delibera di riferimento della Proposta di Legge, la 12352013.Un richiamo nella legge a quel provvedimento ci pare necessario perch non vero che stato gi fatto tutto. Restano da potenziare le cure intermedie, le case della salute e da realizzare la piena integrazione socio-sanitaria. Quando si tratta di risposte e servizi certi per i cittadini non si pu utilizzare la politica del carciofo!Vanno bene Asl pi forti, ma restano ancora da dare risposte idonee e appropriate a livello territoriale avendo sempre ben presenti le fasce pi deboli della popolazione, quella anziana, ma non solo.Quindi, fermo restando la condivisione dei valori che determinano le scelte di riforma e lavolont di riaffermare un sistema universale ad intero governo pubblico, riteniamo che il rafforzamento di ruolo di programmazione di area vasta previsto nella legge dovrebbe gi indicare le basi su cui costruire il delicato percorso di programmazione: dati epidemiologici e demografici, flussi di attivit , analisi dei bisogni e mappatura delle competenze al fine di poter individuare nel percorso di monitoraggio successivo i punti deboli e le criticit su cui successivamente intervenire (ad esempio liste di attesa, fughe e crescita del privato in particolar modo).Altro ancora ci sarebbe da dire e lo abbiamo detto in sede di audizione presso le commissioni consiliari regionali, ma, conclusivamente, visto che siamo fermamente convinti che non possano esserci riforme dei servizi pubblici non condivise e partecipate dagli operatori e dai cittadini chiediamo la legge preveda adeguati momenti di confronto regionale e locale riconfermando quanto previsto dalle norme precedenti . nbSanit : Cgil Pistoia, preoccupano annunci spot di RossiLa salute non si difende con i tagli. E’ quanto sostiene in una nota la Cgil funzione pubblica di Pistoia, che in una nota esprime una forte preoccupazione per gli annunci spot del presidente della regione Toscana Rossi che pensa di sostituire gli infermieri che potranno andare in pensione con operatori socio sanitari. La preoccupazione deriva dal fatto, rileva la nota, che gli elevati standard di qualit raggiunti in toscana possono venir messi in discussione da decisioni calate dall’alto che non si misurano con il contesto delle singole realt , con la complessit degli standard assistenziali e il composito mondo delle professioni sanitarie. Da troppo tempo – prosegue la nota – gli operatori sanitari sono in forte sofferenza, ora il momento di modificare le politiche sanitarie a partire dal rifinanziamento del fondo sanitario nazionale; solo cos saremo in grado di rispondere sia ai principi fondamentali di equit e universalit del sistema sanitario sia alla necessit di investire per incrementare le piante organiche ospedaliere e territoriali, valorizzando nel contempo gli operatori, gli unici che in questi anni hanno difeso con il loro impegno il sistema sanitario. (ANSA).
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