Latte: protesta Coldiretti, mucche in centro storico Firenze A sostegno iniziativa anche governatore Rossi e Antognoni

La centralissima piazza della Repubblica a Firenze, trasformata in una stalla con tanto di mucche, per una mungitura ‘in diretta’ a difesa del latte e del formaggio made in Italy e per chiedere un prezzo equo e l’obbligo di origine in etichetta. Anche nel capoluogo toscano Š andata in scena una ‘giornata da allevatore’, promossa oggi da Coldiretti e Associazione italiana allevatori anche in altre 11 piazze italiane per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto alle difficolt… e la crisi che scontano gli allevamenti in Toscana e nel resto del paese. E a sostenere gli allevatori sono arrivati, tra gli altri, in piazza della Repubblica l’ex calciatore Giancarlo Antognoni, il governatore toscano Enrico Rossi insieme all’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori e quello ai trasporti Vincenzo Ceccarelli, il presidente della commissione agricoltura del Consiglio toscano Loris Rossetti e il capogruppo di Pi— Toscana Antonio Gambetta Vianna.Tra le principali cause della crisi del settore, Š stato spiegato, il deprezzamento all’origine del latte italiano, che dalla stalla alla tavola vede quadruplicare il suo prezzo mentre all’allevatore resta solo il 17%, e il boom delle importazioni di quello straniero. Solo in Toscana si registra una produzione di 68300 tonnellate di latte, a fronte di 230 mila tonnellate importate. Per il presidente di Coldiretti toscana Tulio Marcelli il 40% del latte non ha ne’ un nome, ne’ un cognome. Vogliamo sapere cosa diventa questo latte e quale forma assume. Pi— latte importato significa provenienza dubbia quando non c’Š l’obbligo di origine in etichetta, del latte, del formaggio e dei vari derivati. Anche per questo l’associazione chiede che venga chiamato formaggio solo ci• che deriva dal latte e non da prodotti diversi come le cagliate. Migliaia di posti di lavoro sono a rischio, moltissimi li abbiamo gi… persi – ha spiegato ancora Marcelli – ma continuiamo ad importare fiumi di latte. Rispetto al 1990 in Toscana ci sono 20 mila stalle in meno. (ANSA).Alimentare: Mukki,Coldiretti,non si rompa legame con Mugello ‘Solo grazie ad essi il marchio ha un valore’Il marchio Mukki vale se ci sono gli allevatori del Mugello. I consumatori sanno che questo latte viene dal Mugello. Chiunque intenda acquisire quote di questo marchio non pu• rompere questo legame indissolubile con il territorio. Lo ha detto il presidente di Coldiretti Toscana Tulio Marcelli a margine della manifestazione in piazza della Repubblica a Firenze una ‘giornata da allevatore’. Chiunque voglia entrare deve garantire un prezzo adeguato agli allevatori – ha aggiunto – altrimenti gli allevamenti chiudono e senza di essi Mukki non ha alcun valore.(ANSA).Latte italiano in crisi: chiusa una stalla su cinque. In 32mila hanno perso il lavoroDall?inizio della crisi Š stata chiusa una stalla italiana su cinque, con la perdita silenziosa di 32mila posti di lavoro e il rischio concreto della scomparsa del latte italiano e dei prestigiosi formaggi con effetti drammatici anche sulla sicurezza alimentare e sul presidio ambientale. E? quanto emerge dal dossier L?attacco alle stalle italiane presentato dalla Coldiretti in occasione della pi— grande operazione di mungitura pubblica mai realizzata con ministri del governo, governatori delle Regioni, sindaci, politici, esponenti della cultura, dello spettacolo e del mondo economico e sociale nelle stalle allestite nelle principali citt… italiane per mungere, dare da mangiare e custodire gli animali.Una dimostrazione concreta di sostegno agli allevatori italiani sotto attacco del furto di valore che vede sottopagato il latte alla stalla senza alcun beneficio per i consumatori, ma anche degli inganni con il commercio di latte e formaggi provenienti da chiss… quale parte del mondo ma spacciati come italiani.In Italia le poco pi— di 36.000 stalle sopravvissute hanno prodotto nel 2014 circa 110 milioni di quintali di latte mentre sono circa 86 milioni di quintali le importazioni di latte equivalente: per ogni milione di quintale di latte importato in pi— – denuncia la Coldiretti – scompaiono 17mila mucche e 1.200 occupati in agricoltura. E la situazione rischia di precipitare nel 2015 con il prezzo riconosciuto agli allevatori che – denuncia la Coldiretti – non copre neanche i costi di produzione e spinge verso la chiusura migliaia di allevamenti che, a breve, dovranno confrontarsi anche con la fine del regime delle quote che terminer… il 31 marzo 2015, dopo oltre trenta anni.L?impatto negativo Š pero? anche sulla sicurezza alimentare. Nell?ultimo anno – denuncia la Coldiretti – hanno addirittura superato il milione di quintali le cosiddette cagliate importate dall?estero, che ora rappresentano circa 10 milioni di quintali equivalenti di latte pari al 10% dell?intera produzione italiana. Si tratta di prelavorati industriali che vengono soprattutto dall?Est Europa che consentono di produrre mozzarelle e formaggi di bassa qualit….Dall?inizio della crisi nel 2007 ad oggi le importazioni di prodotti lattiero-caseari dall?estero sono aumentate in valore del 23%, secondo un?analisi di Coldiretti relativa ai dati del commercio estero nei primi dieci mesi del 2014. Oggi anche a causa delle importazioni di minor qualit… – sottolinea la Coldiretti – l?Italia importa il 40% del latte e dei formaggi che consuma.Difendere il latte italiano – sottolinea la Coldiretti – significa difendere un sistema che garantisce 180mila posti di lavoro, ma anche una ricchezza economica di 28 miliardi di euro pari al 10 per cento dell?agroalimentare italiano. La chiusura di una stalla non significa per• solo perdita di lavoro e di reddito, ma anche un danno con il 53% degli allevamenti italiani che si trova in zone montane e svantaggiate e svolge un ruolo insostituibile di presidio del territorio dove la manutenzione Š assicurata proprio dal lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali. (Adnkronos)

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