La Cgil contrasta e continuer a contrastare la legge delega sul lavoro, perch, per quanto spesso questo venga raccontato anche nei vostri articoli, non siamo di fronte a un percorso di stabilizzazione del lavoro, ma all’esatto opposto. E cio al fatto che non esiste pi la condizione nella quale non si perennemente sotto la minaccia di interruzione del rapporto di lavoro. Lo ha detto il segretario Cgil Susanna Camusso al Congresso della Fnsi, portando ad esempio l’articolo 7 del decreto 134, il cosiddetto contratto a tutele crescenti, ribattezzato dal segretario Cgil a monetizzazione crescente. E’ una norma – ha spiegato – con la quale i lavoratori degli appalti, alcuni milioni in Italia, escono sostanzialmente dalla condizione di lavoratori a tempo indeterminato e diventano tutti scambiabili, con sgravi fiscali per le aziende superiori anche alla loro retribuzione. Un’operazione di indebolimento del lavoro – ha aggiunto Camusso – il progetto portato avanti dal governo. Un progetto che si basa anche sull’idea che la legge che regola tutti i rapporti, mentre la funzione contrattuale sempre meno rilevante e viene cos meno il luogo di costruzione dell’unit di tutti i lavoratori. (ANSA)Crisi: Camusso, Confindustria abbagliata da aiuti ricevutiConfindustria vede rosa, perch abbagliata dai tanti finanziamenti che hanno avuto. Cos il segretario Cgil, Susanna Camusso, ha risposto a margine del Congresso Fnsi di Chianciano ad una domanda sulle previsioni ottimistiche di Confindustria sul Pil italiano, motivate anche dal calo del prezzo del petrolio.Il calo del prezzo del petrolio ha avuto un effetto deflattivo, ma anche un effetto di riduzione dei costi di produzione per tanta parte del sistema – ha affermato Camusso -. Per certi versi pu aiutare, per altri crea delle criticit internazionali differenti. Il problema per del nostro paese continua ad essere quello della domanda e quindi non si pu raccontare un improvviso mondo che diventa rosa sul versante della riduzione dei costi di produzione se non c’ contemporaneamente una crescita della domanda aggregata. Quindi pi investimenti, lavoro e occupazione. E’ questa la ragione per cui quelle previsioni ci pare non facciano i conti con il grande tema del Paese. Ci che riduce la domanda il livello di disoccupazione. Se non riduci il livello di disoccupazione difficile che riparta la domanda.(ANSA)
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