Nel provvedimento dovrebbero entrare anche le norme per regolare il personale in mobilit delle province. I dipendenti saranno ricollocati per 2 anni nei comuni, regioni o uffici statali; mentre nei due anni successivi andranno in cassa integrazione.ÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿÿ Il testo stato ripresentato nella stessa versione gi inviata in commissione, con un’unica importante precisazione: la data del 31 dicembre 2016 indicata esplicitamente come spartiacque tra la fase di due anni in cui i lavoratori delle Province dovranno essere trasferiti presso gli altri uffici pubblici, e i successivi due anni nei quali – in mancanza di un effettivo ricollocamento – sar applicata la procedura prevista dal decreto legislativo 165 del 2001, ossia la messa in disponibilit all’80 per cento dello stipendio che si conclude con la risoluzione del rapporto di lavoro.Legge Stabilit : Upi, restano a rischio servizi essenzialiSu dipendenti serve impegno tutti.Confronto con regioni e comuniAbbiamo davanti due anni di tempo per garantire a tutti i dipendenti delle Province e delle Citta’ metropolitane il mantenimento del posto di lavoro e la valorizzazione delle professionalit di questo capitale umano. Ma serve l’impegno di tutti, di Stato e Regioni per primi, insieme a Province e Comuni: la possibilit di essere conseguenti nelle dichiarazioni di garanzia dell’occupazione passa dall’attuazione della riforma delle Province e delle Citta’ metropolitane. Cos il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, commenta la Legge di stabilita’ approvata in Senato stanotte. Ci tengo a sottolineare – aggiunge – che non ritengo corretto derubricare a ‘inutili allarmismi’ le comprensibili preoccupazioni dei dipendenti. Il Governo – prosegue Pastacci – ha inserito una sorta di clausola di salvaguardia assicurando il mantenimento degli stipendi dei dipendenti. E’ una modifica positiva, purch nessuno nei prossimi due anni si senta tirato fuori da quello che il vero obiettivo da raggiungere: la piena ricollocazione di tutto il personale, su cui ieri il Governo ha preso un impegno politico. Per quanto riguarda, invece, l’emergenza risorse, a parere di Pastacci non un solo passo avanti e’ stato fatto e con il taglio di 1 miliardo a Province e Citt metropolitane non solo il mantenimento dell’erogazione di servizi essenziali a rischio, ma si profila il default per molti enti. E’ davvero incomprensibile – afferma – che un Governo che tanto si e’ speso per approvare la riforma Delrio, oggi decida di non investire sulla sua attuazione, ma anzi costruisca un percorso a ostacoli sempre pi insormontabili, togliendo risorse a Province e Citt metropolitane prima ancora che una sola funzione o un solo servizio sia stato spostato in capo agli altri enti. Credo sia necessario ripartire con un confronto unitario di Regioni, Province, Citt metropolitane e Comuni su questi temi, per affrontare insieme le emergenze che ne deriveranno e trovare soluzioni che ci consentano, invece, di attuare la riforma: per questo – conclude Pastacci – chieder al Presidente dell’Anci Piero Fassino e al Presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino, di aprire subito un tavolo di lavoro. La possibilit di raggiungere l’obiettivo passa dall’impegno di tutti e solo con la massima collaborazione sar possibile continuare ad assicurare servizi efficienti, snellendo le procedure e modernizzando i processi, valorizzando tutti i lavoratori impegnati nei nostri enti. (ANSA).L.Stabilit : Filippeschi, cos Province rischiano il defaultSe si mettono le nuove province in dissesto non si pu attuare la legge Delrio e anche la gestione del personale diventa proibitiva. Lo afferma in una nota il presidente della Provincia di Pisa, Marco Filippeschi, commentando l’approvazione al Senato della legge di stabilit e sottolineando che i tagli che sono stati mantenuti, anche per le citt metropolitane, di un miliardo per il 2015 che si somma a 200 milioni gi tagliati, e di altri due miliardi nei due anni a seguire, portano al default. I cambiamenti per il personale – aggiunge – ci sono stati, parzialmente soddisfacenti e soprattutto che necessitano di ulteriori garanzie. Sono il frutto di un’iniziativa, dei sindaci e dei lavoratori che ha messo in chiaro quali rischi si correvano. Dire che sugli stipendi c’era stata un’incomprensione o che si era fatto allarmismo immotivato mancanza di rispetto. Ora nei due anni di realizzazione della riforma deve essere previsto un impegno, molto complesso, di tutta la pubblica amministrazione, Regioni in primis quali destinatarie principali delle funzioni che si trasferiscono. Per Filippeschi sono tuttavia necessari nuovi correttivi e un riconoscimento e una condivisione dei conti veri delle Province, che il governo invece valuta a suo modo, e serve un percorso gestibile che ancora non c’. (ANSA).
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