Jobs act: Camusso, governo indisponibile a discutere. Permangono le divergenzeL’incontro di oggi ha ?confermato l’atteggiamento del governo indisponibile ad avere un normale rapporto con le parti sociali e pi arretrato che a livello europeo?. Cos il Segretario Generale della Cgil, Susanna Camusso, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi convocato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, con sindacati e associazioni datoriali sull’attuazione della legge delega sul lavoro, il Jobs act. Presente anche il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova; per i sindacati i Segretari Generali della Cgil e della Uil, Susanna Camusso e Carmelo Barbagallo; per la Cisl, il segretario confederale Gigi Petteni, responsabile del mercato del lavoro. Per Confindustria, il direttore generale Marcella Panucci ed il vicepresidente per le relazioni industriali Stefano Dolcetta.Per la CGIL quindi il ?giudizio non cambia?. E’ stato ?illustrato quello che potremmo definire ‘contratto a monetizzazione crescente’. Il cuore della proposta che si passa da una tutela reale, concreta, alla monetizzazione di quella tutela, ha spiegato Camusso. Il Governo sugli ammortizzatori sociali non ha presentato nessuna traccia e quindi, per il Segretario Generale della CGIL ?al netto delle divergenze che restano tutte? difficile dare una valutazione. ?Continuiamo ad avere la sensazione – ha detto – che quando avremo tutto il quadro ci saranno numerose contraddizioni tra le norme e il rischio di significativi guai?.Per Camusso il Jobs Act ? in sostanza una delega esplicita al sistema delle imprese che, non ancora soddisfatte di quanto ottenuto, anche oggi hanno continuato a chiedere?. Per quanto riguarda la definizione dei licenziamenti disciplinari illegittimi, ?c’ la netta sensazione ? ha avvertito Camusso – che vogliano trovare una formulazione tale da rendere inefficace la tutela della reintegra per tutti i casi che non sia il solo e puro licenziamento discriminatorio?.ÿPoletti: ‘No trattativa su Jobs act’. Camusso: ‘contratto a monetizzazione crescente’ Barbagallo, ‘Lotte crescentiNessuna trattativa con i sindacati. Il Governo chiude la porta alla concertazione sulla riforma del lavoro contenuta nel Jobs act: Lavoriamo alla delega cos come l’abbiamo approvata ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, durante l’incontro con imprese e sindacati sui decreti attuativi delle legge. Il ministro ha spiegato che il governo intende illustrare le sue posizioni, discutere con le parti sociali, raccogliere le istanze e le sollecitazioni, ma poi prender le sue decisioni nel rispetto della delega.L’esecutivo punta a varare il prossimo 24 dicembre i primi due decreti attuativi: quello sugli ammortizzatori sociali con l’estensione del sussidio di disoccupazione anche ai collaboratori e quello sul contratto unico a tutele crescenti. I sindacati, tuttavia, lamentano il fatto di non aver ancora visto il testo definitivo. Tra le ipotesi sul piatto c’ quella del reintegro per i licenziamenti disciplinari nel caso il fatto materiale non sussista. Ancora nebulosa, invece, la questione degli indennizzi: l’intenzione di mantenere 2,5 mensilit minime per le piccole imprese e portare per le altre la soglia tra 3 e 6 mesi.Tuttavia le parti sociali restano divise: se la Cisl condivide l’idea di un contratto a tutele crescenti come forma pi competitiva e diffusa chiedendo indennizzi adeguati, la Uil attraverso il segretario generale, Carmelo Barbagallo, promette lotte crescenti. Era stato promesso ai giovani che si sarebbe parlato per loro di occupazione: oggi per la riunione iniziata parlando di licenziamenti, noi vogliamo evitare la strage di posti di lavoro.Dura Susanna Camusso, numero uno della Cgil, secondo cui stato illustrato quello che potremmo definire ‘contratto a monetizzazione crescente’. Il cuore della proposta che si passa da una tutela reale, concreta, alla monetizzazione di quella tutela. Non c’ alcuna traccia degli ammortizzatori sociali. Uil e Cgil sono concordi sul fatto che si tratti di una riforma che mette le imprese davanti ai lavoratori. da repubblica.itIl Report sull’incontro col governoSi svolto oggi l’incontro convocato dal governo sui decreti attuativi del c.d. Jobs Act.Non sono stati presentati dei testi, stato chiarito che non c’ ripresa di trattative ma ascolto delle Parti e che il confronto proseguir con strumenti formali ed informali.Il primo decreto che andr al Consiglio dei Ministri del prossimo 24 dicembre conterr la disciplina del nuovo contratto a tutele crescenti.Su questo punto il governo sta ancora valutando alcuni elementi: applicabilit (a chi, per quali tipi di aziende, licenziamenti individuali ed estensione ai collettivi); rito giudiziario (a differenza della Fornero la conciliazione non sarebbe assistita e l’indennizzo sarebbe pi basso); graduazione degli indennizzi (sopra e sotto i 15 e se ipotizzare uno scalino iniziale con indennizzo pi alto nel primo anno oppure no).Sul tema ASPI c’ l’ipotesi di estendere la platea rivedendo i criteri d’accesso e di calcolo dell’anzianit contributiva, non c’ certezza sulle risorse quindi non certo che sar approvato il 24 p.v..Ai quesiti posti dalle Parti il Ministro ha rimandato ad istruttorie che verranno fatte nelle prossime ore.La CGIL ha ribadito una valutazione negativa sull’impianto del contratto a tutele crescenti che un contratto che di fatto precarizza il tempo indeterminato e monetizza le tutele nei confronti dei licenziamenti economici (giustificati e illegittimi). Sui licenziamenti disciplinari sopravviverebbe il reintegro solo nel caso di insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore.Sull’ASPI non ben chiaro come verr fatta l’estensione non essendo noti i criteri d’accesso della nuova ASPI e non essendoci una proposta complessiva di riforma degli ammortizzatori sociali, la portata dell’operazione non valutabile e non siamo in presenza dell’universalizzazione dell’assicurazione per l’impiego.Su metodo e merito, non ci pare di poter fare altro che confermare il giudizio gi espresso.Area Contrattazione (per segreteria Cgil Nazionale)
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