Il giorno dopo l’aggiudicazione del bando da parte dell’algerina Cevital per l’acquisizione della Lucchini, a Piombino si cominciano a fare i conti con le novit e i tempi. Spero che la prima colata di acciaio arrivi nel giro di due anni, dice Mirko Lami, dipendente delle acciaierie e sindacalista Fiom. Ad oggi i 3700 lavoratori impiegati dall’impianto siderurgico, compreso l’indotto, beneficiano di ammortizzatori sociali (soprattutto contratti di solidariet al 60%). I lavoratori attendono chiarimenti dal ministero dello Sviluppo economico e dalla stessa azienda algerina e per questo hanno gi chiesto due incontri che potrebbero essere fissati solo dopo la firma del preliminare di cessione. Cevital – spiega Lami – si impegnata per continuare la laminazione, ma attualmente abbiamo materiale fino a met dicembre e cos ci dovremo fermare con la produzione a inizio gennaio. Poi si tratter di vedere quali sono i tempi per la realizzazione del primo forno elettrico. Ci aspettiamo di sapere quali sono le priorit dell’azienda algerina, anche se siamo consapevoli dei problemi burocratici esistenti in Italia. Nella migliore delle ipotesi, tra qualche mese almeno una parte dei lavoratori Lucchini potrebbe cominciare la formazione per poter utilizzare i due nuovi forni elettrici che Cevital sostiene di voler realizzare. L’intenzione di Cevital sarebbe quella di costruire nuovi impianti dove produrre acciaio in linea con forni elettrici, colata continua e piano di laminazione nell’area di Ischia di Crociano a circa 7 chilometri da Piombino, mentre il vecchio impianto pi vicino alla citt , dopo relativa bonifica, dovrebbe ospitare una piattaforma agro-industriale per la trasformazione del prodotto. Il tutto riassorbendo in due anni tutti i dipendenti. (ANSA).
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