?Non ci sar uscita dalla crisi senza risposte concrete sul lavoro. Differenziare le tutele, come sta facendo il governo, la prima forma di divisione del mondo del lavoro?. A dirlo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, intervenendo al congresso della Uil che sancisce il passaggio di consegne da Luigi Angeletti a Carmelo Barbagallo, e rilanciando dal palco l’appuntamento al 12 dicembre, giorno dello sciopero generale della due confederazioni (la Cisl non aderisce). ?Non ci rassegniamo, noi siamo parte della soluzione – ha detto Camusso – non del problema?.Arrivederci al 12 dicembre – ha aggiunto – per costruire in tutti i luoghi quelle scelte che vanno fatte e che devono dare come messaggio fondamentale quello che noi continueremo a difendere il lavoro, quello di chi lo ha, di chi lo cerca e di chi lo vuol far diventare stabile. E un grandissimo augurio a Carmelo. So che faremo una lunga strada assieme.Il leader di Corso d’Italia ha ribadito le critiche ai provvedimenti dell’esecutivo, in particolare la riforma Pa, il Jobs Act e la manovra. ?Tanti capitoli – ha osservato – hanno un titolo positivo ma un andamento che va in tutt’altra direzione. Non si pu dire che togliendo l’art.18 si estendono i diritti, oppure che si estendono gli ammortizzatori a tutti se non cos?.?Troviamo davvero irresponsabile – aggiunge – che il governo teorizzi che tutti i luoghi della mediazione sociale vadano non esercitati e cancellati. Per riformare il paese, secondo il leader Cgil, occorre ridurre le disuguaglianze e superare la frantumazione sociale seguita alla crisi economica. I lavoratori e i pensionati ci dicono che non ce la fanno, ma noi non possiamo dire che ci rassegniamo: il sindacato questa scelta non la pu fare?. da rassegna.it
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