E’ amareggiato e stanco Giorgio Vanelo per aver spalato fango, da ieri, con i suoi dipendenti, dai locali della sua azienda, la segheria Doganella invasa dall’acqua quando il Carrione ha rotto gli argini. La fabbrica sorge proprio a fianco del fiume, tanto che l’indirizzo via Argine destro Carrione. Avevo avvertito tutti quelli che dovevano sapere – ha raccontato al tgr Toscana – scrivendo lettere prima al Comune, poi alla Regione in cui spiegavo che da quell’argine filtrava l’acqua. Il Comune, spiega Vanelo, gli ha scritto che non era sua competenza, allora – dice l’industriale – ho scritto alla Provincia ma il risultato stato quello di ieri. La pioggia ha ingrossato il fiume Carrione e quell’argine destro ha ceduto. Cinque operai per salvarsi sono saliti sul tetto. Ora i locali della segheria sono invasi dal fango e la produzione ferma. Per riavviarla serviranno tanti soldi, forse, dice Vanelo, spenderei meno a farla nuova l’azienda. Ci di cui lui e il suo legale sono comunque convinti che chi ha costruito l’argine dovrebbe smettere di fare quel mestiere. (ANSA).
97 minuto di lettura