C’ molto nervosismo nelle parole del presidente del Consiglio che ancora una volta evoca fantasmi e complotti, lancia invettive e ammonimenti, ma evita accuratamente di dire come si crea lavoro e come si rilancia il Paese. Lo afferma la Cgil in una nota nella quale osserva che nel frattempo la disoccupazione e la cassa integrazione continuano ad aumentare e i debolissimi segnali di ripresa del mercato del lavoro rischiano di rivelarsi effimeri.Il precariato aumenta, grazie anche alle politiche contraddittorie sul mercato del lavoro, mentre il governo continua a non avere n una politica per l’occupazione n una politica industriale. Si limita a rincorrere le emergenze, senza per altro riuscire a risolverle, togliendo i diritti e non allargando le tutele. Quella imboccata non la strada giusta. Al contrario, proprio quella che divide il Paese, sottolinea il sindacato di corso d’Italia.Piuttosto che strizzare l’occhio agli imprenditori, inventarsi strani e improbabili complotti o buttarla in politica, il presidente del Consiglio dia risposte serie ai problemi seri del Paese, osserva la Cgil. (askanews)Civati attacca: Renzi che prova a dividere il Paese Innovatori-gufi, nazareni-radicali, governisti-professoroniSe c’ davvero un disegno per spaccare il Paese, come denunciato oggi da Matteo Renzi, a condurlo proprio il presidente del Consiglio. E’ quanto afferma sul suo blog Pippo Civati, commentando l’intervento del premier a Brescia e ricordando le varie dicotomie su cui spesso gioca Renzi nei suoi interventi pubblici.C’ un disegno per spaccare in due l’Italia e, cos dice il premier, dividerla tra padroni e lavoratori. E anche – osserva l’esponente della minoranza Pd citando varie espressioni usate da Renzi – tra vecchi e giovani, conservatori e innovatori, governisti e professoroni, uomini del fare e intellettuali rosiconi, maggioranza e minoranza, ministri e gufi, una sinistra buona e una cattiva, nuovi virgulti e vecchia guardia, con me o contro di me, chi si adegua e chi se ne far una ragione, luoghi del futuro e piazze della protesta, nazareni e radicali, lealisti e stianosereni (se poi se ne vanno, meglio ancora). Messaggi divisivi in un’unica soluzione: un vero e proprio disegno. Chiss di chi.
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