Il vento in questo Paese sta cambiando.Alla passivit , alla disperazione, alla rabbia cieca, al rinchiudersi rispetto alla crisi in sofferenze e soluzioni private c? una alternativa, possibile, credibile, praticabile. Un?alternativa di popolo, un popolo fatto di lavoratori e di lavoratrici, di ieri, di oggi e di domani. Un agire pubblico e collettivo, una ripresa dell?idea del miglioramento dell?uomo e della societ attraverso la lotta, la mobilitazione, l?appartenenza, la passione, la generosit , l?altruismo. La dignit del lavoro la dignit della persona, negata da chi vuol permettere che si licenzi senza motivo e senza rispetto, arbitrariamente, in maniera ricattatoria, da padroni delle ferriere. Che si accetti di essere demansionati, che non solo una non banale questione economica e salariale, che si somma ai tanti contratti non rinnovati, un attacco all?identit individuale basata sul valore sociale del lavoro. E cos? la videosorveglianza se non il ritorno ad una condizione servile? La CGIL ha trovato una profonda unit in un percorso chiaro e netto di mobilitazione e di giudizio. Quello che abbiamo di fronte un Governo che sul piano economico e sociale agisce come un fervente epigono del neoliberismo e della destra compassionevole di stampo americano, populista nel rapporto con i corpi intermedi, autoritario sul piano del riassetto politico istituzionale. Che punta scientemente all?attacco della CGIL. Ce ne eravamo accorti, ed in questo coerente. E? per noi quasi un motivo di orgoglio. Da ultimo zelante epigono del neoliberismo, in questo ben poco moderno, fa bene ad essere contro di noi e contro i lavoratori e le lavoratrici, di ieri, di oggi e di domani. E noi siamo contro di lui e contro il governo che presiede, contro le politiche che persegue, perch stiamo dall’altra parte della barricata: dalla parte del lavoro, del progresso, dei diritti, per una societ di liberi ed eguali, per la libert dal bisogno. Per politiche industriali degne di questo nome, per l?intervento pubblico, per la creazione diretta di lavoro, per l?estensione dei diritti a tutte e a tutti, maternit , malattia, previdenza, sanit , scuola, trasporti, per la patrimoniale sulle grandi ricchezze. Per l?abolizione della controriforma Fornero sulle pensioni, per disboscare le 46 forme contrattuali attualmente oggi utilizzabili, per rilanciare il nostro apparato produttivo attraverso ricerca ed innovazione. La CGIL, unita, si messa in moto. Anzi, si messo in moto qualcosa di pi esteso e grande. Il mondo del lavoro si messo in marcia. Chi produce veramente ricchezza, chi soffre e si industria, chi colpito ma non piegato. Chi lotta per la propria dignit , chi crede nell’eguaglianza, chi pronuncia la parola compagno e compagna. Chi ha deciso – tantissimi – di tornare o con lo scudo o sopra lo scudo. Il vento cambia in questo Paese. Questa la storia, il resto, scadente e misera cronaca.(L’autore, Maurizio Brotini, membro della segreteriai regionale di Cgil Toscana)
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