L’Italia si conferma in deflazione: a settembre prezzi gi— dello 0,2% su anno 25ottobre

Nessun segnale di ripresa dal fronte prezzi in Italia, con l’inflazione che cala pi— delle attese confermando il periodo di deflazione. Secondo quanto rivela l’Istat a settembre l’indice dei prezzi al consumo diminuisce dello 0,4% su base mensile e dello 0,2% tendenziale. Rispetto alla stima provvisoria dell’istituto il dato Š peggiore sia su mese (era -0,3%) che su anno (-0,1%).Cause -La maggiore flessione su base annua dell’indice generale (ad agosto era -0,1%) Š principalmente dovuta all?accentuarsi del calo tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-2,8%, da -1,2% di agosto) e al rallentamento della crescita annua dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,3%, da +0,7% del mese precedente), spiega l’Istat, ampliatosi con il rilascio dei dati definitivi; andamenti solo in parte bilanciati dal ridursi della flessione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (-0,9%, da -1,8% di agosto).Il ribasso mensile dell?indice generale Š imputabile innanzitutto al calo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-4,8%) ? influenzati da fattori stagionali ? e, in misura pi— contenuta, alla diminuzione congiunturale dei prezzi degli Energetici non regolamentati (-0,6%); contribuisce, inoltre, il calo dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,1%), anch’essi condizionati da fattori stagionali.Rispetto a settembre 2013, i prezzi dei beni diminuiscono dello 0,6% (lo stesso valore di agosto) e il tasso di crescita dei prezzi dei servizi resta stabile allo 0,6%. Pertanto il differenziale inflazionistico tra servizi e beni non varia rispetto ad agosto 2014. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% su base mensile e fanno registrare un tasso tendenziale nullo (da -0,2% del mese precedente).Carrello della spesa pi— pesante – Inversione di tendenza per il cosiddetto ‘carrello della spesa’, che per gli italiani diventa pi— pesante: secondo l’Istat i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano infatti dello 0,1% su base mensile e fanno registrare un tasso tendenziale nullo (da -0,2% del mese precedente). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto risultano invece stabili in termini sia congiunturali sia tendenziali (la crescita annua ad agosto era +0,2%).Considerando i due principali aggregati (beni e servizi), a settembre i prezzi dei beni segnano una flessione tendenziale stabile (-0,6%) e quelli dei servizi un tasso di crescita su base annua stazionario allo 0,6%. Tra i prezzi degli alimentari (incluse le bevande alcoliche) aumenta dello 0,2% su base mensile. Su base annua, invece, i prezzi fanno registrare un tasso nullo, dopo tre mesi consecutivi di flessione (-0,3% ad agosto e -0,6% a luglio e a giugno).Verdura al top – Il rialzo su base mensile dei prezzi degli alimentari non lavorati Š da attribuire principalmente all?aumento dei prezzi dei vegetali freschi (+4%), la cui flessione su base annua si attenua (-1,4%, da -3,4% di agosto). Per contro, i prezzi della frutta fresca diminuiscono dell?1,5% su base mensile ma fanno registrare, anch?essi, un ridimensionamento della flessione tendenziale (-4,6%, da -7,8% del mese precedente), per effetto del confronto con settembre 2013, quando il calo congiunturale era risultato nettamente pi— marcato (-4,8%). Diminuzioni congiunturali di minore entit… si segnalano, inoltre, per i prezzi di alcune tipologie di carni: carne suina (-0,3%, -0,7% in termini tendenziali), Pollame (-0,2%; +0,4% su base annua) e Altre carni (-0,1%, +0,5% rispetto a settembre 2013). (Adnkronos)

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