La mediazione del governo nella vicenda e’ fallita a causa dell’assenza nella proposta dell’esecutivo di qualsiasi misura di politica industriale, a partire dalla riduzione dei costi dell’energia, che aiutasse a sbloccare la situazione. Ad affermarlo la Cgil sulla vertenza delle acciaierie di Ast di Terni. Secondo il sindacato di corso d’Italia occorre ora richiamare la proprieta’ del gruppo tedesco ad un alto senso di responsabilita’ in questa fase delicatissima della vertenza, rivedendo profondamente la posizione fin qui adottata e chiedere al Governo di contribuire alla soluzione dei problemi intervenendo con misure adeguate sul piano industriale e a tutelare l’occupazione attraverso tutte le misure a disposizione di politica attiva del lavoro. Non e’ in nessun modo immaginabile che il risanamento e il rilancio dell’azienda possa avvenire con il taglio dei salari e dei diritti. Ed e’ questo quello che la ThyssenKrupp voleva e che tutto il sindacato unitariamente ha respinto, si legge in una nota. Se si vuole ricomporre una situazione, che cosi’ come si e’ determinata non puo’ che portare ad uno scontro durissimo, si deve ripartire dai temi del piano industriale e dalle misure di risanamento e rilancio delle acciaierie. Le misure di contenimento dei costi non possono gravare unicamente sulle spalle dei lavoratori. Cosi’ come e’ inaccettabile che a fronte di possibili esuberi occupazionali, si proceda con i licenziamenti unilaterali alla fine del periodo di intervento della cassa integrazione. In nessun accordo di crisi si e’ finora giunti ad una tale pretesa e il Governo non puo’ avallare una simile posizione, conclude la Cgil.ascaAst, Fim-Cisl: lettere mobilita’ giu’ spedite per 550 lavoratoriÿLa Fim-Cisl continua apuntare su un’intesa per la Ast di Terni dopo il fallimento di questa notte della trattativa al ministero dello Sviluppo. In una nota il sindacato sottolinea come abbia puntato a fare l’accordo facendo continui passi per cercare convergenze, perche’ sapevamo che l’alternativa all’accordo sono le lettere di mobilita’ non gia’ per 290, ma per 550 lavoratori, come sono puntualmente state spedite pochi minuti fa dall’azienda. Noi – sottolinea il segretario Fim-Cisl, Marco Bentivogli – continuiamo a puntare su un’intesa, che pero’ non abbia costi sociali insostenibili ma oggi a queste condizioni non e’ possibile, serve un atto di responsabilita’ forte a partire dalla Ast. Nella mattinata di oggi incontreremo i lavoratori in assemblea e’ per noi inaccettabile che una multinazionale come ThyssenKrupp che fa della sostenibilita’ un vanto, mostri in Italia il peggiore antagonismo che fa male ai lavoratori e distrugge le imprese. Tutte le parti sanno bene quali sono le condizioni per arrivare ad un accordo, serve uno sforzo complessivo per riaprire il confronto e trovare una soluzione sostenibile con clude il sindacalista. ascaAst, verso mobilita’ per 550. Sindacati pronti a bloccare produzioneNessun accordo per la vertenza Ast di Terni. L’Ad dell’azienda, Lucia Morselli, ieri al tavolo di trattativa al Mise, ha dichiarato quindi di ritenere scaduta la ‘moratoria’ sulla mobilita’ per 550 dei 2.500 dipendenti complessvi, annunciata il mese scorso, e di conseguenza di essere pronta a far ripartire la procedura per i licenziamenti. Questa mattina alle 12,30 e’ prevista un’assemblea all’acciaieria ternana con i responsabili nazionali dei sindacati metalmeccanici. Il clima e’ molto teso e potrebbe essere deciso il blocco della produzione. asca
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