Cgil: Basta attacchi al sindacato, discutiamone. No licenziamenti senza ragione e demansionamento.

Ancora una dura presa di posizione della Cgil contro le ipotesi di riforma del mercato del lavoro contenute nel Jobs act del governo Renzi. Su Twitter, con un hastag fattinonideologia, il sindacato di Corso d’Italia scrive: Da sempre ci battiamo per estendere diritti e tutele. Renzi vuole fare lo stesso?. Per questo, sottolinea ancora la Cgil in un altro Tweet, basta insulti al sindacato: guardiamoci negli occhi e discutiamone. Secondo il sindacato guidato da Susanna Camusso la regola piu’ semplice e’ garantire la dignita’ di chi lavora. Il contratto a tutele crescenti va bane ma solo se se si cancellano i tanti contratti che producono precarieta’. In particolare, sui propositi di riforma dell’articolo 18 la Cgil di non volere che chi lavora possa essere licenziato senza una ragione, mandare tutti in serie B non e’ estendere i diritti e le tutele, recita un altro Tweet. Stesso lavoro, stessa retribuzione. No al demansionamento, dice ancora la Cgil. Stamane il presidente del Pd, Matteo Orfini, espressione della sinistra del partito, e’ intervenuto in difesa del premier e segretario Matteo Renzi: Trovo incomprensibile – ha detto in un’intervista al Corriere della Sera – che il sindacato scioperi preventivamente. C’e’ una discussione difficile in corso, suggerirei di aspettare l’esito. Renzi come la Thatcher?, gli ha chiesto il Corsera. Alcuni giudizi della Camusso su Governo e Pd sono ingenerosi, ha risposto Orfini. Andra’ in piazza con la Cgil? Guardero’ la manifestazione in Tv: trovo curioso convocarla contro una legge che ancora non c’e’. E’ legittimo che il sindacato manifesti, ma sarebbe piu’ credibile farlo di fronte a una misura meglio definita. Secondo Orfini la politica in questi vent’anni, sinistra compresa, ha la responsabilita’ di aver precarizzato la vita di milioni di giovani. Il sindacato, quello di essersi voltato dall’altra parte. Ma per risolvere il problema servono partiti rinnovati e sindacati rinnovati, per questo spero si cominci subito a discutere della legge sulla rappresentanza. Io non sono d’accordo – ha proseguito il presidente del Pd – a cambiare ulteriormente l’articolo 18, ma non possiamo discutere solo di questo. Per ora nella delega si parla di tutele progressive, non c’e’ nulla di esplicito riguardo all’abolizione e Poletti ha ribadito che il reintegro in caso di discriminazione non si tocca. Il punto e’ affrontare il complesso di diritti e di tutele che ancora non e’ coperto dallo Statuto. Se le soluzioni indicate saranno raccolte, come spero, discutere delle modalita’ di licenziamento diventera’ piu’ semplice. (ASCA)Cgil su art 18: no licenziamenti senza ragione e demansionamentiLa Cgil torna a lanciare moniti sui propositi di riforma dell’articolo 18. Non vogliamo che chi lavora possa essere licenziato senza una ragione, afferma il sindacato con un messaggio su Twitter. Mandare tutti in serie B non e’ estendere i diritti e le tutele, recita un altro Tweet. Stesso lavoro, stessa retribuzione. No al demansionamento, dice ancora la Cgil.(ASCA)ÿ

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